Il caso del Crocifisso - "Una sentenza che non capisco e non condivido"

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Seria Serissima, anzi...arrabbiata

Questa volta scrivo poco, perché  sono veramente arrabbiata, e quando sono veramente arrabbiata meno scrivo meglio è per tutti. Soprattutto per me.

Mi chiedo: che fastidio dà il crocifisso nei luoghi pubblici "laici"? E' possibile che in un'epoca dove tutti dobbiamo imparare a convivere e  ad accettare serenamente  nel nostro quotidiano nuove culture, nuove mentalità, insomma dove sembra che tutto debba essere visto in un'ottica di "tolleranza" (parola intollerabile perché mette chi la dice su un piano di superiorità), non si possa "tollerare" il crocifisso?

Per chi è credente rappresenta un simbolo importante, e per chi non è credente dovrebbe passare inosservato, dovrebbe essere al pari di un quadro non apprezzato: fai togliere un quadro che non ti piace da una sala d'aspetto della Regione?  

Non è che di questo passo, andando magari a fare un certificato all'anagrafe, saremo costretti a nascondere sotto il maglione la catenina con il crocifisso, per non turbare la Comunità Europea?

Non condivido e non capisco. E sono contenta di non capire. 

LOREDANA CONT
attrice e autrice teatrale



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