Fino al 14 Novembre, 2011 Gloria Maria Gallery (Via Watt 32, Milano) presenta "Signs - Metamorphosis"

immagine


"...Molti di questi elementi sono incredibilmente antichi: il corpo della Vergine è un pezzo del quindicesimo secolo di una dea di un tempio Thai, mentre il corpo del Cancro è un vetro antico di 3.500 anni ritrovato a Peshawar, che ha i manici di una tazza da the' come gambe e sigarette come tenaglie. Delle conchiglie completano le curvature Rococo di questi frammenti di porcellana dorata, ed inoltre viene evocato anche il lavoro di artisti contemporanei. Per esempio, le scaglie d'oro dei Pesci fanno tornare alla mente il lavoro dell'artista francese Hubert Duprat, che ha creato magnifiche sculture servendosi della naturale secrezione di larve di tricottero e costruendo degli astucci con fiocchi dorati che introdusse nel loro habitat sott'acqua...." (Simon Martin)

 

immagine

 

Simon Martin è scrittore, critico e storico d'arte. Direttore dei Servizi Curatoriali presso la Pallant Gallery di Chichester, UK, è l'autore della nuova monografia di Edward Burra pubblicata da Lund Humpries.

immagine

Bouke de Vries, Signs

di Simon Martin*

I Segni Zodiacali hanno esercitato un fascino costante sul genere umano sin dai tempi della Grecia Classica, estesosi ben oltre gli antichi Babilonesi. E' straordinario pensare che nella nostra era così tecnologicamente avanzata, dove la religione convenzionale viene sempre più messa in questione, il simbolismo di queste celestiali coordinate continua a mantenere un tale potere ed importanza per così tante persone nel mondo che quotidianamente identificano e significano il loro vivere con uno di questi segni.

Se crediamo agli astrologi, lo Zodiaco definisce la nostra personalità, le nostre questioni amorose ed, infine, il nostro destino individuale e collettivo. Persino gli individui più razionali non possono fare a meno di subire quello strano fascino emanato da un oroscopo che riesce a essere così incredibilmente accurato nel legarsi agli eventi e alle dinamiche sociali di uno specifico giorno della loro vita. Questo succede, forse, perchè i Segni dello Zodiaco si rifanno ad archetipi.

Nella sua serie di dodici sculture basate sullo Zodiaco, Bouke de Vries, ha attinto ai miti e all'immaginario simbolico tradizionale al fine di trovare nuovi modi di rappresentare questi esseri archetipici, o costellazioni, come forme oggettive. La natura di questa presentazione, una fusione di disparati frammenti di ceramica e altri elementi ricavati da una miriade di fonti, ad alcune migliaia di anni di distanza, ci ricorda la difficoltà di definirne con certezza i significati. Il modo in cui si interpreta lo Zodiaco non è stabilito, ma dipende da un accumulo di storie culturali. Attraverso la sua abile padronanza delle tecniche di conservazione delle ceramiche de Vries ha creato nuove possibilità narrative e reso valore ad opere un tempo senza prezzo la cui rottura le aveva rese "mute" e non riparabili.

Come gli alchimisti del Medioevo che erano in grado di trasformare materiali di base in oro (servendosi spesso della guida degli Astri Zodiacali), il lavoro di de Vries rende fisicamente manifesta questa metamorfosi da uno stato di essere e significare ad un altro.

Nel considerare questa serie, è interessante tornare alle radici del nostro linguaggio, metamorphosis viene dal greco e significa trasformazione, o letteralmente "cambiare forma", mentre il termine zodiaco deriva dal greco zõdiakos kulos - "cerchio degli animali" successivo all'anello della costellazione delle stelle e attraverso il quale il sole avanza nel corso degli anni dopo.

Sebbene prevalentemente animali, alcune delle figure dello Zodiaco sono, in effetti, ibridi che combinano le parti del corpo di più di una specie. Bouke de Vries ha esplorato l'idea di creatura ibrida con la sua precedente serie delle chimeras, ispirato dagli animali mitologici presenti nell'Iliade di Omero e composti da parti di più animali.

La natura dell'assemblaggio del suo lavoro fa riferimento a ciò che André Breton definì "la congiunzione di realtà distanti" del Surrealismo, ai reliquari medievali e al Rinascimento e alla Wunderkammer Barocca o all'"Armadio delle Curiosità" nel quale strane e preziose collezioni erano esposte per il piacere di collezionisti e dei loro ospiti. Una delle principali influenze dell'artista fu una visita all'equivalente moderno della Wunderkammer, "Believe it or not" di Repley esposta a New Orleans, dove fu affascinato e divertito dai bizzarri esemplari in mostra, quali per esempio agnelli a due teste e altre creature composte.

I Teriocefali (aventi la testa di animale e il corpo di un umano o di un Dio) abbondano nello Zodiaco di de Vries. Una figura ottocentesca di Derby unita una più tarda testa di leone, accompagnata da una squisita corona d'argento rappresenta il re leone Leo, mentre l' Ariete ha una testa d'ariete ed il corpo di una delle figure Qing della dea Guan Ying, che nella tradizione del Buddismo Cinese era originariamente un uomo e successivamente una donna e che qui subisce un ulteriore cambiamento.

Nell'incontro di antichi miti de Vries presenta questo ariete alato e dal manto dorato mentre lavora a maglia il Vello d'Oro, ripreso da Giasone e gli Argonauti. La leggenda classica ispira anche la presentazione del Toro equiparato al Minotauro che dimora al centro del Labirinto costruito dal Re Minosse a Creta e descritto dal poeta romano Ovidio come "per metà animale e per metà toro".

Una varietà di religioni e di culture formano l'ispirazione che sta dietro alla rappresentazione che de Vries fa degli altri segni: lo Scorpione viene mostrato appeso a un albero con trenta monete d'argento sotto di lui, come la figura biblica di Giuda a cui lo stesso segno veniva associato durante il Medioevo; mentre la Bilancia è per metà gatto e per metà uomo e fa riferimento all'antica tradizione Egizia secondo cui l'anima veniva messa sulla bilancia e confrontata con il peso di una piuma, e la Vergine è rappresentata come un uccello esotico che sorregge il corno d'oro dell'abbondanza, che nella tradizione Egizia è sinonimo di fertilità.

Bouke de Vries non teme di inserire elementi kitsch che, attraverso la sua solida capacità e lo sguardo d'artista vengono, questi anche, sottoposti ad una trasformazione, cosicchè un simbolismo più profondo o un gioco visivo può essere districato. In questo contesto, lui prende parte all' interesse contemporaneo e provocatorio per la ricontestualizzazione di oggetti di porcellana ritrovati, interesse evidentemente riscontrabile nel lavoro di altri artisti inglesi quali Barnaby Barford e Ruth Claxton.

C'è una sinergia risultante da questo processo - qualcuno potrebbe definirla alchimia - in base al quale la somma è più importante delle parti. Sino a tempi relativamente recenti c'è stato un divario notevole tra il mondo dell'arte ed il mondo degli artigiani e degli artisti che lavoravano la ceramica. Questo rifletteva l'atteggiamento profondamente snob radicato nella dicotomia Arte/Artigianato. Artisti che lavorano la ceramica come Bouke de Vries, Grayson Perry ed altri hanno costretto critici e collezionisti a guardare oltre l'apparente barriera di materiali quali l'argilla e simili della manodopera artigianale e riconoscere le idee concettuali in gioco nel loro lavoro.

Forse le sculture dello Zodiaco di Bouke de Vries occupano uno spazio liminale, non solo per ciò che concerne il loro simbolismo mutevole, ma anche nei termini del processo di metamorphosis che loro letteralmente incarnano.

In questi termini, queste strane e incantevoli sculture, coperte come esotici esemplari del diciannovesimo secolo da cupole di cristallo, catturano quel qualcosa di mistico tipico dello Zodiaco. Potremmo cercare all'infinito il significato definitivo dello Zodiaco, ma ogni volta che lo guardiamo e' gia' cambiato.

Visita gli archivi di Arte e Cultura

www.giornalesentire.it - Note legali - Riproduzione riservata