Teatro stracolmo a Mori per una giornata dedicata alla Memoria

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Margherita Coletta ieri a Mori (foto Corona Perer)
Suo marito era un uomo che davvero si sentiva in Missione di Pace.
Su Giuseppe Coletta e i suoi compagni,
morti a Nasiriyah è uscito un libro di Lucia Bellaspiga che sta
generando solo del Bene: 15 mila copie vendute
tutte a favore dei progetti che Giuseppe voleva realizzare

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Pino Ciociola intervista Antonio Altavilla

I Carabinieri in congedo ricordano Nasiriyah

(Mori-Tn, 16 novembre 2009) - Composta, calibrata, commovente. La cerimonia organizzata dall'Associazione Nazionale Carabinieri di Mori presieduta da Mauro Tranquillini, svoltasi ieri a Mori, ha richiamato tantissima gente, autorità civili e militari e testimoni d'eccezione: per ricordare i caduti di Nassiriah sono arrivate Margherita Coletta vedova del brigadiere Giuseppe, l'Appuntato scelto Antonio Altavilla uno dei carabinieri sopravvissuti alla Strage e Lucia Bellaspiga autrice di un piccolo meraviglioso libro grazie al quale il dolore di una vedova è diventato una meravigliosa macchina di solidarietà che ha smontato pezzo dopo pezzo l'infernale macchina da guerra che tese la trappola alle 19 vittime italiane.

Una giornata memorabile tra ricordi e testimonianze condotta da Pino Ciociola, giornalista ed inviato speciale di Avvenire che con impeccabile professionalità ha anche curato la regia del pomeriggio oltre che i filmati. Senza alcuna morbosità e senza mai indugiare nel dettaglio che fa audience, Ciociola ha intervistato gli ospiti dopo un toccante omaggio ad Alda Merini. Suoi i versi introduttivi al pomeriggio di celebrazioni, dopo che in mattinata era stata celebrata una messa ed era stata deposta una corona alla memoria delle vittime al Monumento dei Caduti.

A rendere omaggio alla celebrazione con un messaggio anche il generale del Comando di Bolzano Luigi Nardini (era presente Paolo Tiadina) e i canti del Coro Voci Alpine Città di Mori. Toccanti le parole di Margherita Coletta, giovane e coraggiosa donna che con la sua femminilità disarma la follia del male. Che lei abbia perdonato non vi è alcun dubbio. Lo fece subito  a poche ore dalla notizia della morte del marito, in quel memorabile passaggio televisivo in cui - assediata dai cronisti - offriva solo la nuda e cruda verità del Vangelo che invita all'amore. Lo fa ogni giorno come dimostrano le sue parole: ha saputo persino piangere per la esecuzione capitale di Saddam e al pubblico di Mori che affollava l'Auditorium l'ha spiegato con poche parole: "Come si può insegnare a non uccidere o punire perché qualcuno ha ucciso, scegliendo come arma proprio l'uccisione?".

Margherita Coletta ha saputo vestire di sorriso anche le pagine più dure attraverso le quali Ciociola, con garbo e grande discrezione, ha sfogliato i ricordi di quelle terribili ore. Antonio Altavilla che venne inserito nel lista dei morti e che ne uscirà vivo dopo una serie di interventi chirurgici che parevano impossibili, ha ricostruito quei giorni e quei volti. "La cosa tragica è che morì un intero gruppo molto legato e in intimità tra loro" ci ha detto Margherita a rievocazione conclusa. E lo ha confermato anche  Altavilla sul palco. "Rivedendo i loro volti ricordo per ognuno pagine di vita comune: si scherzava, ci si dava una mano, eravamo amici" ha detto, ricordando che il Brigadiere Coletta sulle prime gli era sembrato duro di carattere per poi scoprire che era una persona meravigliosa. La commozione è stata palpabile in sala quando il pubblico si è alzato in piedi a rendere omaggio ai caduti mentre i volti di ognuno di loro comparivano in sequenza nel grande schermo. 

Toccanti anche le parole di Lucia Bellaspiga che con rara sensibilità ha tessuto un libro dove è la speranza e non la morte a campeggiare in ogni pagina. Con quel libro Margherita Coletta ha spiegato di aver potuto finanziare molte opere per bambini che soffrono o famiglie che sono in difficoltà. "Vorrei solo augurarmi di avere la stessa capacità di Margherita in casi simili" ha dichiarato la giornalista commossa. E tutto il pomeriggio promosso dalla Cassa Rurale Mori (era presente il presidente Erman Bona) e Val di Gresta ha assunto il clima di una festa di grande solidarietà: Margherita farà un pozzo in Burquina Fasu e non il primo. Davvero un libro può essere un seme. Davvero anche dal dolore causato per mano d'uomo può germogliare il Bene.
Corona Perer

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