Sul riavvicinamento tra i due detenuti Castagna afferma nel libro: «A noi non cambia nulla, tutto sommato. E per loro potrebbe rivelarsi la strada per ritrovare insieme la lucidità di valutare quello che hanno commesso.

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Mostri sorridenti, dietro le sbarre

Olindo e Rosa di nuovo insieme

(Milano, 18 novembre) - Sono quelle notizie che interpellano sulla verità ultima che una sentenza e una pena dovrebbero contenere. Olindo e Rosa furono separati dal giudice: ora sono di nuovo insieme. "Non sarà la cella matrimoniale tanto sognata, ma Olindo Romano e Rosa Bazzi sono tornati ad essere più vicini" scrive oggi Avvenire in edicola.

I due coniugi condannati all'ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per la strage di Erba sono stati infatti trasferiti l'uno nel carcere di Milano Opera, l'altra nel penitenziario di Bollate, sempre nel Milanese. A separarli dal carcere di Como, dove erano stati rinchiusi per aver massacrato, l'11 dicembre 2006, Raffaella Castagna, il figlio Youssef di due anni, la nonna Paola Galli e la vicina Valeria Cherubini, era stato il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, che aveva spedito lei a Vercelli e lui a Piacenza.

Ora sono tornati più vicini e in questo modo avranno più facilità a vedersi ogni 15 giorni, come disposto dal giudice. Quando Rosa Bazzi è stata trasferita le detenute di Bollate hanno protestato battendo sulle inferriate.

E proprio oggi esce in libreria "Il perdono di Erba" (editrice Ancora, 14 euro), scritto dall'inviata di "Avvenire" Lucia Bellaspiga con Carlo Castagna, marito, padre e nonno di tre delle vittime della strage. Il libro ripercorre le tappe che hanno portato all'eccidio, per poi spiegare le radici profonde di quel perdono che Castagna ha espresso più volte nei confronti degli assassini.

«Grazie a Paola ho la serenità di pregare perché i colpevoli recuperino quella "sapienza del cuore" che con mia moglie invocavamo ogni giorno. Intendo dire che, se davvero tra quindici anni mi trovassi faccia a faccia al supermercato con Olindo e Rosa già liberi, ma sapessi per certo che si sono ravveduti, allora dovrei solo rendere grazie al Padreterno... La giustizia degli uomini deve essere applicata, ma io parlo anche di un'altra Giustizia, che ha tempi e logiche diverse». 

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