Il nuovo Museum Ladin Ursus ladinicus

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Un esemplare di orso...contemporaneo. ma a San Cassiano si
studierà l'evoluzione dei plantigradi

 

Il museo nasce come sede distaccata del Museum Ladin Ćiastel de Tor, ed è articolato su tre piani per un totale di 400 mq. Al piano terra del museo trovano posto la cassa e lo shop. Il primo piano ospita la sezione teorica: dopo una prima parte dedicata alla formazione geologica delle Dolomiti, con splendidi fossili, si passa alla storia della scoperta dell'orso. Reperti originali - come denti e crani -, installazioni video e un intero scheletro di orso delle caverne accompagnano la descrizione di ambiente e condizioni di vita dell'Ursus ladinicus. 

 

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Fossile di Turritella communis nel Museum Ladin Ursus ladinicus
© Museum Ladin Ciastel de Tor

Inaugurato il museo dell'orso

Bolzano 31 luglio 2011 - E' l'Ursus ladinicus, o orso ladino, l'indiscusso protagonista della nuova struttura espositiva  inaugurato sabato 30 luglio 2011 a San Cassiano, in Val Badia.

A questo enorme animale preistorico, i cui resti scheletrici furono ritrovati nel 1987 in una grotta ai piedi della Cima delle Conturines, il nuovo museo di San Cassiano deve anche il nome: Museum Ladin Ursus ladinicus.

Grazie a reperti, scheletri, installazioni video e una ricostruzione della grotta con l'"orso che dorme", il Museum Ladin Ursus ladinicus presenterà, su una superficie di 400 mq suddivisa su tre piani, storia, ambiente e rilevanza scientifica di questa specie di orso delle caverne che, come è stato accertato, è tutta ladina.

La grotta delle Conturines dove furono ritrovati i resti dell'orso si trova a 2.800 m di quota. Lì il 23 settembre 1987 un noto albergatore e guida alpina della Val Badia, Willy Costamoling, mentre era alla ricerca di fossili si imbatté in un vero e proprio cimitero di orsi preistorici, con oltre 60 scheletri. Insieme a essi furono ritrovati anche i resti di un "leone delle caverne".

Le analisi accertarono che le ossa fossilizzate risalivano a 50.000-40.000 anni fa. Indagini successive, condotte sull'ossatura e sul DNA dallo staff di Gernot Rabeder, docente di Paleontologia all'Università di Vienna, rivelarono che si trattava di una nuova specie di orso delle caverne, ribattezzata Ursus ladinicus in onore dei Ladini. Leggermente più piccolo dell'orso delle caverne già noto, l'Ursus ladinicus era comunque grande più o meno come un odierno grizzly, ma era erbivoro.

L'importanza scientifica del ritrovamento delle Conturines è notevole, anche perché rimane, per ora, l'unica traccia di orso preistorico dell'intera area dolomitica. I reperti sono fondamentali per la determinazione del clima di 40.000 anni fa nell'area dolomitica: essi ci confermano che all'epoca la temperatura era più molto più elevata di ora, in quanto il limite del bosco arrivava 1.000 metri più in alto, vicino all'ingresso della grotta dell'orso, che era vegetariano.

Nel museo è stata ricostruita la grotta delle Conturines, con l'"orso che dorme" insieme al suo cucciolo. A realizzare gli interni della nuova sezione del Museum Ladin dedicata all'Ursus ladinicus sarà l'austriaco Rainer Verbizh, lo stesso architetto che una decina d'anni or sono curò l'allestimento del Ćiastel de Tor. Verbizh acquisì notorietà negli anni '70 collaborando con Piano & Rogers alla progettazione del Centre Georges Pompidou a Parigi.

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