Era stata celebrata ad agosto al Mart. Ma la chiusura era probabilmente già in atto. Grazia Neri non era presente (per un malore avvenuto proprio in quei giorni). Invio il suo braccijo destro Paola Riccardi. Ecco l'intervista che ci aveva rilasciato e che abbiamo pubblicato su SENTIRE 07 con il titolo "No privacy, No Foto"

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Grazia Neri in un ritratto di Ruy Teixeira

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James Witlow Delano /Agenzia Grazia Neri

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Gisèle Freund / Agenzia Grazia Neri
(nel'immagine il Tavolo della scrittrice Virginia Woolf)

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Gisele Freund / Agenzia Grazia Neri
"Amo la ritrattistica" dice Grazia Neri
"con Gisele Freund siamo state grandi amiche"
L'intervista di questa pagina è stata
pubblicata su SENTIRE 07 il nostro
trimestrale stampato uscito il: 9 luglio 09
Lo trovate in distribuzione al MART di
Rovereto (Tn)

Grazia Neri, signori si chiude

di Corona Perer

(Milano-Rovereto) -  Ha detto di no al cadavere di Aldo Moro all'obitorio e ancor prima a quello di Pasolini. Sulle foto di Villa Certosa non avrebbe avuto dubbi: non andavano pubblicate. "La mia agenzia non distribuisce fotografie che violano la privacy. Le foto fatte in un giardino privato anche di una persona celebre non si possono utilizzare senza  l'autorizzazione delle persone fotografate. Questo da quando esiste la legge della privacy" dice Grazia Neri che ha sulle spalle 43 anni di attività e una medaglia: Grande Ufficiale della Repubblica Italiana appuntata dal Capo del Stato lo scorso 7 marzo alla vigilia della festa della Donna.

Recentemente la notizia: l'Agenzia Grazia Neri chiuderà. La sua titolare era stata celebrata ad agosto al Mart. La chiusura era probabilmente già in atto. Grazia Neri non era presente (per un malore avvenuto proprio in quei giorni) ma ci aveva rilasciato questa intervista che abbiamo pubblicato su SENTIRE 07 con il titolo "No provacy, No Foto".

Delle tematiche legate al mercato della fotografia Grazia Neri è ritenuta grande esperta: la difesa del copyright, la rivoluzione del digitale, la produzione e la diffusione, l'etica del fotografo e delle agenzie che ne diffondono il lavoro sono pane quotidiano per lei che ha seguito la carriera di molti fotografi costruendo la propria come agenzia. Il suo patrimonio supera i 15 milioni di scatti e un archivio digitale di oltre 6 milioni di immagini, con un numero incalcolabile di fotografi rappresentati.

Iniziò giovanissima a lavorare. "Ero traduttrice e redattrice presso l'agenzia giornalistica Newsblitz". Nel 1966 apre la propria agenzia (oggi diretta dal figlio Michele, giornalista) e in breve tempo conquista la fiducia delle testate giornalistiche e dei più rinomati fotografi: da Gisèle Freund a Helmut Newton, da Annie Leibovitz a James Whitlow Delano di cui Grazia Neri, ha promosse una mostra nel Foyer del Mart nell'agosto scorso.

La sua agenzia oggi è anche promotrice di eventi culturali oltre che galleria d'arte. Ma Grazia Neri si è distinta anche per una battaglia per la quale le siamo tutti debitori: la difesa del diritto d'autore. Ai giornali ha chiesto con fermezza di rispettare il contenuto morale ed estetico delle fotografie e la citazione del fotografo accanto alle immagini, cosa - purtroppo - ancora non praticata del tutto.

La sua agenzia ha seguito uno spicchio di Novecento fondamentale: a quale scoop è maggiormente legata emotivamente?
Forse al primo avvenimento con il quale ho dovuto confrontarmi: la guerra del Vietnam e i bravi fotografi che rischiavano la vita per mostrare quanto fosse assurda. Ho imparato cose importanti sul lavoro e sull'uso corretto delle immagini. Viene da qui la passione per la legge del copyright e le regole per la commercializzazione delle foto.

Ha lavorato con rinomati fotografi: quali ricorda con maggiore affetto per la loro arte o persona?
Mi sono affezionata in particolare ai fotografi di attualità e di reportage sociale. Attraverso le loro foto vedo l'evolversi del linguaggio fotografico contemporaneo. Godo della ritrattistica e la studio. E' una disciplina che si sta evolvendo in modo interessante, ma è anche pericolosa per l'eccessivo uso di photoshop. Il che mi dice che oggi non ci accettiamo più per come siamo.

Il dovere di cronaca e il delicatissimo limen del pubblicare/non pubblicare: il fotogiornalismo ha dei limiti etici o "deve" sempre e comunque documentare?
C'è sempre stata da parte di agenzie come la mia il rispetto delle persone fotografate e uno studio del problema. La legge della privacy sta facendo chiarezza. In futuro può darsi le belle foto stile Berengo Gardin siano sostituite da foto ‘costruite' utilizzando o modelli o gente comune messa in posa per ricostruire la realtà.

Le foto che detesta?
Detesto vedere pubblicate quelle con il dolore dei parenti o di amici se cade un aereo, le foto delle persone arrestate, le foto dei cadaveri che non hanno nulla da raccontare, ma detesto anche il pettegolezzo eccessivo e la rincorsa allo scoop privo di interesse.

A quali foto ha detto di no? 
Ho detto di no al cadavere di Moro all'obitorio e a quello di Pasolini sempre all'obitorio. Avrei detto no anche a quelle di Villa Certosa.

Quale invece non è riuscita ad avere e rimpiange?
Tante bellissime fotografie  i fotografi rappresentati da altre agenzie.

A quale scatto è invece maggiormente legata?
In 50 anni di lavoro averne solo uno è difficile. Amo il ritratto di Rimbaud di Carjac e amo le foto di Serge Larrain su Valparaiso (il massimo della nostalgia). Con Gisele Freund siamo state molto amiche, ho fatto una grande antologica ed un catalogo lo scorso anno alla galleria di Carla Sozzani.

A Rovereto lei porta James Whitlow Delano. Vuole presentarlo?
Delano è un fotografo americano che per diversi anni ha fotografato i mutamenti nel Sud Est Asiatico. La mostra è una sorta di viaggio lungo gli itinerari di Tiziano Terzani che Delano non ha mai avuto modo di incontrare ma con il quale avverte profonde affinità elettive. Ha uno sguardo puro e pieno di poesia, inconfondibile e ripercorre l'Asia sulle orme di Terzani, stabilendo a distanza di anni, un legame ideale con lui tra Malesia e Vietnam, Cambogia e Cina, Mongolia, India e Tibet.

Il suo è anche un case history di imprenditoria al femminile: agenzia internazionale, promotrice di mostre, gallerista. Quale è stata la sua forza?
Duro lavoro, studio e passione per quel che faccio. Ma la mia forza viene anche da un'infanzia molto dura.

Che consigli darebbe ad un giovane?
Studiare la tecnica, vivere la fotografia come una passione, frequentare le mostre e i festival di foto, partecipare ai seminari, essere amico di altri fotografi e confrontarsi, guardare i lavori degli altri fotografi sul web, evitare i clichè, accettare critiche. C'è parecchio da fare, insomma.
(25 giugno 2009 - ultimo aggiornamento pagina: 26.09.09)


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