La filosofia? Coltivare l'opera d'arte: nella natura

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Patrick Dougherty -  Arte Sella 2011 - Ph Giacomo Bianchi

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Anton Schaller -  Arte Sella 2011 - Ph Giacomo Bianchi

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 Paul Feichter - Bassa -  Arte Sella 2011 - Ph Giacomo Bianchi

Arte Sella 2011, arte del sublime

(Sella Valsugana, aprile 2011) - I capisaldi di Arte Sella ruotano attorno ad alcuni principi: l'artista non è più il protagonista assoluto ma lo è la natura intesa come scrigno della memoria dell'individuo. Ecco che allora non ci si limita a proteggerla ma la si fa entrare in dialogo con l'uomo in uno spazio dove l'uso di materiali organici, e non artificiali, rende le opere un tutt'uno con il paesaggio. Lo abitano e ne fanno parte.

Arte Sella 2011 vede quest'anno di scena Alois Steger, Anni Rapinoja, Anton Schaller, Patrick Dougherty, Paul Feichter, Sanfte Strukturen e Stuart Ian Frost e poi con un appuntamento di grande interesse: la Fucina di Mario Brunello e Marco Paolini, il teatro nella natura di O Thiasos TeatroNatura e uno speciale concerto dei Suoni delle Dolomiti.

Le Creazioni naturali di Stuart Ian Frost e il tema del viaggio, la forza della natura, i miti e la storia sono parte integrante del lavoro di quest'artista che nel corso delle sue peregrinazioni da un estremo geografico all'altro raccoglie e sperimenta i materiali più diversi: cortecce d'abete della Foresta Nera, felci della "Foresta di Dean", papiri e piume di pellicano del Perù, piume d'oca del Canada (fino al 1 ottobre negli Spazi Livio Rossi di Borgo Valsugana).

Foglie rosse di mirtillo, canne, foglie di the e di salice, gattici argentati: sono questi invece i materiali prediletti da Anni Rapinoja, l'artista finlandese protagonista della mostra Natura smarrita: Wardrobe of Nature, allestita nello spazio di Malga Costa in Valle di Sella.

Il mondo di Anni Rapinoja è costellato di delicate e leziose scarpette, di cappotti, borse e bottoncini che solo ad uno sguardo attento si rivelano essere frutto di sapienti intrecci di fibre naturali, geometriche composizioni di foglie e rami. Visto da vicino, ogni oggetto, nella sua semplicità, invita a ricordare l'impegno che ogni individuo ha nei confronti della natura e delle sue fragili regole.

Sarà la natura a decidere cosa e come mantenere delle opere 2011. Da parte dei promotori s'è solo il pieno rispetto della libertà dell'artista e dell'equilibrio che la natura decide di darsi con i suoi ritmi. "Il nostro obiettivo alla fine è uno, benchè paradossale: coltivare l'opera d'arte come si può coltivare un frutto in natura". (C.Perer aprile 2011)


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