Lo storico palazzo affacciato sul Corso del Mart ospita la quadreria che ha finalmente trovato casa

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Il busto di Clementino Vannetti. L'allestimento delle opere curato da Alessandra Tiddia è molto raffinato e si è avvalso anche di mobili d'epoca ed opere provenienti anche da collezioni di altri musei, tra i quali il Buonconsiglio di Trento

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Le foto di questa pagina sono di: C.Perer

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Palazzo Alberti Poja e il '700 roveretano

Finalmente la quadreria di Rovereto ha trovato casa: il prestigioso palazzo del conte Francesco Alberti Poja e della baronessa Eleonora Piomarta che fu costruito a partire dal 1778, sull'allora Corso Nuovo Grande (ora Angelo Bettini, n. 41), ampia strada settecentesca che collegava l'antico borgo a Trento.

L'edificio - restaurato e riportato all'originaria bellezza - è stato destinato alla valorizzazione delle raccolte del Museo Civico. Dopo le prime mostre temporanee dedicate all'archeologia, la preziosa dimora ospita ora le opere più importanti della quadreria del Comune in un allestimento molto raffinato a cura di Alessandra Tiddia conservatrice capo del Mart.

Grande soddisfazione è stata espressa da Sindaco di Rovereto Andrea Miorandi e dal presidente del Mart Franco Bernabè.

"Il Mart ha accolto con grande entusiasmo la proposta del Comune di Rovereto di assicurare la curatela scientifica e museografica di un nuovo percorso espositivo a Palazzo Alberti Poja  - ha detto Bernabè  -  e il risultato  sarà una piacevole sorpresa per i roveretani e per i molti visitatori italiani e internazionali che seguono abitualmente le nostre iniziative" . 

Dunque c'è un progetto comune tra Comune di Rovereto e Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che si concretizza nella prima mostra "Riapre il '700 a Rovereto", che segna di fatto una nuova tappa nella vita di Palazzo Alberti Poja. L'obbiettivo, condiviso con l'amministrazione comunale, è stato quello di valorizzare e rendere fruibile al pubblico un patrimonio culturale e artistico che fonda le proprie ragioni nel collezionismo roveretano e trentino, e  che rappresenta uno degli elementi che hanno contribuito al successo del Mart.

La restituzione del Palazzo alla città in questa sua nuova destinazione è il segno tangibile di un atto importante e significativo, non solo per la città, ma in generale per il Trentino. Per questo, più che di una mostra d'arte e di un riassetto interno dell'edificio, sarebbe più corretto parlare di vero e proprio "progetto culturale", che vede il suo fulcro nella fruttuosa sinergia fra Comune di Rovereto e Mart. Un progetto non occasionale, come è avvenuto già in questi quasi dieci anni di presenza del Mart a Rovereto, ma che da oggi intende gettare le basi per un rapporto più consolidato.

Con la nuova destinazione del Palazzo a 'scrigno' dell'arte e delle collezioni roveretane, si delinea un percorso che parte da Corso Bettini, passa per il cuore del centro storico e arriva fino al quartiere di Santa Maria, dove già nei prossimi mesi un altro gioiello architettonico di Rovereto. "La Casa dei Turchi che si affaccia sul Leno, sarà restituito alla città anche per una fruizione pubblica" ha annunciato il sindaco Andrea Miorandi.

La collocazione delle opere provenienti dalla Quadreria comunale dopo il restauro di Palazzo Alberti Poja permette di godere delle opere che il Museo Civico di Rovereto ha conservato in questi anni: prezioso il lavoro svolto da Paola Pizzamano che con la sua certosina catalogazione ne ha incentivato lo studio e la valorizzazione dialogando con qualificati esperti.

Il sindaco di Rovereto ha anche annunciato che il progetto culturale di Palazzo Alberti Poja prevede l'apertura di  spazi laboratoriali e di ricerca applicata sul patrimonio d'arte.

A Rovereto nel Novecento c'è stata una vera esplosione di talenti, che il Mart ha studiato e valorizzato con grande impegno. Ma è una storia che parte da lontano e affonda le proprie radici nel Settecento, un momento determinante per l'espansione economica e culturale della città, di cui Palazzo Alberti Poja, oggi, è una tangibile testimonianza.

Conoscere il nostro passato è la chiave per accedere alla contemporaneità e per immaginare  il futuro. In questi dieci anni abbiamo lavorato su tanti fronti, accreditando il Museo sul piano nazionale e internazionale, ma non abbiamo mai trascurato il rapporto con il patrimonio e con la storia di Rovereto.  Ed è per questo motivo che il Mart ha voluto accogliere e realizzare questo progetto mettendo  a disposizione la propria esperienza" afferma Bernabè. 

L'apertura di Palazzo Alberti Poja - con un nuovo nome che recupera la denominazione originaria del Palazzo - non è solo la conclusione di mesi di lavoro e di impegno, ma piuttosto l'inizio di una fase nuova. Corso Bettini diventerà uno snodo tra il Mart, le eccellenze della formazione come l'Università, e il centro storico di Rovereto.

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