Carlo Fait, l'omaggio allo scultore
(Rovereto, 2 ottobre 2009) - Scultore nato nel 1877, Carlo Fait fu allievo di Pietro Canonica. La sua storia personale si interseca (come i nipoti Fausto Melotti, Carlo Belli e il pronipote Maurizio Pollini) con la musica. Compose diversi brani per pianoforte ed orchestra.
Paola Pizzamano curatrice della mostra, che ha concorso alla definizione del progetto espositivo, ha annunciato che l'esposizione ripercorre l'attività dello scultore attraverso l'esposizione di bronzetti, marmi, gessi, fra cui spicca l'imponente gruppo scultoreo La Preda e il busto di Cristo morente, carichi di pathos e notevoli esempi del suo virtuosismo tecnico derivato dallo studio dell'arte del passato
E' l'omaggio ad uno scultore passatista, in un anno in cui è il centenario futurista a dominare le cronache. Dunque inizio ottobre di grande spessore culturale a Rovereto che torna davvero a farsi Atene e mai come ora, nell'anno in cui la Grecia celebra il primo centenario della sua Scuola Archeologica fondata nella capitale ellenica proprio da Halbherr.
Con la riapertura di Palazzo Alberti dopo il completamento del suo restauro, si inaugura una duplice mostra in stanze che saranno ospitate dal linguaggio e dal rigore metodologico della scienza e allo stesso tempo da quello geniale (e quindi irrazionale) dell'arte.
Naturale è più che giustificato l'orgoglio roveretano emerso nella presentazione alla stampa. Ad esprimerlo è stato l'assessore provinciale alla cultura Franco Panizza, nonché l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Rovereto Giampaolo Stiz che questo ultimo scorcio di lavori ha seguito in prima persona.
Due sale del Palazzo Alberti presentano l'allestimento permanente dedicato ad alcune tra le più belle sculture di Carlo Fait (1877-1968) parte della ricca donazione dell'artista roveretano al Museo Civico di Rovereto alla fine degli anni Trenta del Novecento.
Lo storico palazzo di Corso Bettini, completato nel 1781 a due anni dal suo inizio (partì nel 1779) fu progettato su commissione di Francesco Alberti-Poja come "albergo per forestieri" e decorato al primo piano dai veronesi Marco e Francesco Marcola. Molte sale del palazzo dei conti Alberti, ricche di affreschi e stucchi, torneranno alla fruizione pubblica dapprima con la mostra archeologica, e poi con una serie di esposizioni temporanee che valorizzeranno l'attività delle istituzioni culturali trentine.
La riapertura di palazzo Alberti segna anche una duplice restituzione storica. Da un lato la storia di un palazzo centrale nello sviluppo urbano della Rovereto del ‘700 che torna all'antico splendore a 230 anni dalla sua edificazione. La riapertura del settecentesco palazzo Piamarta affacciato su Corso Rosmini avviene nel momento in cui si vara pure una grande mostra della memoria, dedicata agli archeologi Orsi, Halbherr e Gerola e destinata a proseguire fino al giugno 2010. (C.Perer)