Vico Calabrò, l'affresco di Mori (terzo giorno)
Mori 30 novembre 2011 - I ragazzi che frequentano il Centro Diurno stanno seguendo con Vico Calabrò l'evolversi dell'affresco a loro destinato, a...distanza. Con laboratori e attività guidate dallo stesso artista, hanno conosciuto materiali nuovi come la calce e materiali poveri ma artistici, come le uova con le quali si può anche dipingere.
L'opera affrescata della nuova sede, intanto, prosegue e prende forma. Nel soggetto, che tiene conto anche delle indicazioni fornite dai ragazzi ospiti, è raffigurato il vivere comunitario: dalla sveglia con tromba (simbolo della chiamata a ritmi comuni) alla spinta ad uscire che ogni ragazzo deve avvertire per andare incontro all'esperienza Il salto fuori dalla 'scatola').
Un chiaro riferimento alla vita quotidiana è data dalla rappresentazione del pasto comune (l'affresco a lavori finiti campeggerà il loro refettorio) e il musico è un elemento costante dell'estetica di Calabrò che offre il richiamo alla poesia e all'arte, a quella elevazione che porta l'uomo a realizzare il detto dantesco del "...fatti non foste...".
A seguire a distanza tutto il lavoro artistico nella nuova sede, sono anche gli operatori del Centro Diurno della Associazione Provinciale per i Minori di Mori che ha in gestione la struttura dal 1998 e dove ai ragazzi vengono offerte attività diurne dai compiti ai laboratori manuali, dall'attività sportiva ai cineforum.
Gli ospiti (dagli 8 ai 18 anni) frequentano la struttura dopo scuola dalla 14 alle 16 e dopo quell'ora raggiungono le loro abitazioni.
Dopo l'inevitabile timidezza dei primi approcci hanno preso confidenza con l'artista nei loro incontri quotidiani (nella vecchia sede della struttura) e il loro contributo di idee non è mancato. L'artista li ha ascoltati: c'è chi ha proposto di aggiungere delle mani come impronta di ogni ragazzo e chi ha suggerito di aggiungere elementi dei loro giochi.
A tre giorni dall'inizio dei lavori, la pittura a fresco (al mattino) e i laboratori con i ragazzi nella vecchia sede (al pomeriggio) testimoniano anche la grande disponibilità dell'artista il quale con umiltà e semplicità si mette al fianco dei ragazzi per compiere l'azioe che ritiene più importante: trasferire conoscenze e comunicare una tecnica antica. Perchè resti e non vada perduta.
Anche per questo motivo è nato il progetto FARE COMUNITA' della Comunità della Vallagarina.
Nelle foto (di C.Perer) in sequenza:
- L'affresco alla data di oggi 30 novembre 2011
- L'artista con l'aiutante Vega Sartor
- Particolare del pranzo comunitario
(il cerchio conterrà un mappamondo)
- L'artista illustra come proseguire la decorazione murale