Margherita Cogo: "Che fine hanno fatto questi progetti?"
Trento, 15 ottobre 2011 - Una mozione che attinge dalla memoria storica di un ex-assessore e ad una serie di progetti per i quali vi era stata ampia convergenza da parte di più istituzioni. Margherita Cogo ha guidato la cultura per 4 anni in Trentino e nei giorni scorsi ha presentato al Consiglio provinciale una mozione in cui impegna la Giunta provinciale a mantenere gli impegni presi e a programmare in tempi rapidi quattro-interventi-quattro.
"La realizzazione del MUSE viene enfatizzata quasi a voler significare che si è speso e si spenderà anche troppo e dunque che il settore deve considerarsi soddisfatto e che ulteriori realizzazioni vanno cassate e censurate sul nascere. Inaccettabile una simile filosofia anche a fronte di continue promesse di spese in altri settori" esordisce la consigliera provinciale.
"Non si vuole ripetere il mantra che investire in cultura e nelle istituzioni culturali è funzionale a migliorare la qualità della vita e a favorire la dinamicità produttiva di un territorio. Non si vuole, però, assistere neanche alla continua litania che i soldi sono finiti, solo quando si parla di cultura".
E allora ecco che alcuni progetti che l'amministrazione provinciale nel corso di questi 13 anni si era impegnata a realizzare ed in particolare attendono ancora una risposta. A partire dal restauro dell'ex Questura per realizzare uno spazio espositivo archeologico, da collegare con il Castello del Buonconsiglio.
"Ricordo che esiste un progetto di massima e un protocollo d'intesa sottoscritto tra il Comune di Trento e la Provincia che dichiara la volontà di riqualificare tutta l'area di piazza della Mostra,compreso il restauro delle Scuderie del Castello- ex questura" scrive Margherita Cogo.
Ma questo è solo uno dei quattro segmenti rimasti inattuati. Il secondo è la realizzazione dell'archivio dell'Autonomia. "Ricordo che il nostro Archivio Provinciale e quello di Stato andrebbero riuniti e resi più accessibili all'utenza. Anche a questo proposito vie erano state intenzioni programmatiche non rispettate".
Il terzo riguarda la Galleria Civica di Trento alla quale Cogo riconosce di essere un laboratorio della creatività legata all'arte contemporanea davvero stimolante, tanto da guadagnarsi l'attenzione positiva della critica a livello nazionale.
"Gli spazi attualmente occupati sono decisamente limitanti e inadeguati per le attività della Galleria, per cui è necessario trasferirla altrove. Uno spazio possibile, già valutato come idoneo, è la ex mensa universitaria, che necessita di un investimento non eccessivo per poter essere resa agibile".
Ed infine l'annosa questione dell'edificio ex Peterlini di Rovereto che proprio durante il mandato di Cogo assessore alla cultura, pareva finalmente avviato a diventare upo spazio di ricerca avanzata nel territorio di rovereto, e quindi un "must" del Mart e un suo naturale complemento.
"Già in occasione di "MANIFESTA 7" era stato reso agibile per ospitare parte della biennale d'arte contemporanea ed in quell'occasione si ipotizzava un restauro finalizzato alla realizzazione di un atelier anche residenziale per ospitare giovani artisti e non solo".
Di tutto questo che è stato? Vedremo la riposta dell'Assessore. "Ma pare dover registrare, sempre più, una scarsa attenzione verso il mondo della cultura, continuando a considerare il settore come fonte di spesa e non considerarlo un investimento" è quanto afferma Margherita Cogo.