Il miglior progetto sul patrimonio è quello di Renato Rizzi

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Un dettaglio del corrimano (foto Raffaella Toffolo)

Triennale di Architettura: Casa Depero, museo da premio

(2010) - Ha  vinto il premio come miglior restauro conservativo d'Italia del museo Depero  o Casa del Mago come amava chiamarlo l'artista

Renato Rizzi ha ricevuto il premio speciale della Triennale di Milano dedicato a "interventi sul patrimonio e il paesaggio".

Un grande riconoscimento basti dire che i progetti in corsa alla Triennale di quest'anno erano 280 e che assieme a Rizzi hanno vinto nomi come Fuksas e Renzo Piano e a presiedere la giuria c'era Mario Botta.

L'architetto Rizzi sottolinea che il merito di un lavoro a più soggetti. "C'è stato un rapporto molto produttivo con l'ufficio tecnico del Comune, ma anche con la sovrintendenza ai beni architettonici e con il Mart (che oggi ha la gestione della Casa Depero ndr.). La buona riuscita di questa sinergia ha fatto sì che un progetto di 2 milioni e 800 mila euro abbia sforato di appena 80 mila euro."

Questo per quanto riguarda la parte pratica del progetto, per quello che invece è la tessitura di un'idea, Rizzi ha affermato che: "il progetto ha cercato di unire la storia al movimento futurista che - come si sa - guardava con sospetto alla storia." In sostanza l'unione del valori storici con l'avanguardia futurista. Qualcosa in più per Rizzi: "l'unione dell'anima ribelle e eretica di Depero con quella assai più potente di Rosmini". E l'aspirazione? "La speranza che a Depero, se lo avesse potuto vedere, sarebbe piaciuto. Agli eredi di Depero è piaciuto molto."

Rizzi ha annunciato che gli piacerebbe scrivere una lettera al presidente della Triennale perché è buona cosa un premio che riconoscimento la bontà di un lavoro, ma meglio ancora sarebbe sostenere davvero la qualità della buona architettura. Come? Magari, ha concluso Rizzi, andando a ricostruire all'Aquila. "Progettazioni che tengano conto non solo delle norme antisismiche ma della potenza della memoria di un territorio."

Plauso per il premio è stato espresso dal sindaco di Rovereto per un'opera "....che interpreta al meglio la storia della città, nel giusto equilibro tra rispetto del passato e proiezione  verso il futuro" ed ha espresso l' auspicio che Rizzi possa ottenere altre e nuove progettazioni impegnative nella sua città d'origine  "...perché è giusto che Rovereto riconosca i suo talenti e dia modo a queste intelligenze di avere una ricaduta in loco".

 

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