Piaghe d'Uganda
di Guglielmo Vasto
(3 luglio 2011) -In una recente intervista il Vice-Segretario Generale dell'ONU Jan Egeland ha detto: "Quello del Nord Uganda è uno dei peggiori disastri umanitari del mondo e noi, come Nazioni Unite, abbiamo fatto troppo poco".
Il conflitto ha costretto la popolazione del Nord Uganda a vivere in campi per sfollati. In questo periodo 100 mila persone sono morte, 25 mila bambini sono stati rapiti per combattere, un milione e mezzo di persone sono state costrette a lasciare le loro case e a vivere in accampamenti per rifugiati.
Da circa due anni sono iniziati i peace talks, dialoghi di pace, tra il Governo dell'Uganda e i ribelli. Questa tregua ha consentito alla popolazione di cominciare una lenta rinascita, anche se ancora oggi gran parte degli Acholi vive nei campi profughi e la paura ed il terrore non sono scomparsi.
Una mostra a Cupra Marittima vuole informare l'opinione pubblica e raccogliere un aiuto concreto da destinare alla parrochia di Atanga. I liberi contributi raccolti tramite la vendita delle fotografie saranno consegnati a Don Ciprian Ocen P'Akece e verranno utilizzati a finanziare le seguenti iniziative: Dispensario Medico, Nursery, sostegno allo studio.
L'iniziativa è partita dall'Associazione Casa della Speranza e Galleria Marconi di Cupra Marittima (AP) che domenica 3 Luglio a Palazzo Pascali in piazza Luzi a Comunanza, hanno presentato la mostra fotografica Attorno al fuoco con gli Acholi realizzata con il supporto dell'Associazione Culturale Mazzumaja e il Movimento Giovanile di Comunanza
L'installazione si compone di circa 70 foto inedite sulla vita nei campi profughi del nord Uganda, esposte per raccogliere fondi da destinare alla tribu' degli Acholi, in particolare per i progetti che l'Associazione Casa della Speranza sta realizzando nella parrocchia di Atanga distretto di Pader.
Attorno al fuoco con gli Acholi vuole creare un connubio tra arte, solidarietà e tradizioni, infatti la mostra rientra all'interno del grande contenitore di Mazzumaja.
La scelta delle foto vuole raccontare la vita quotidiana degli Acholi - un ideale cammino, dal mattino fino a sera. Sia la scelta delle inquadrature, sia la decisione di privilegiare alcuni aspetti piuttosto che altri, riflettono un preciso intento: porgere il sorriso e la dolcezza che si riesce a cogliere sul viso degli Acholi, nonostante anni di violenze ripetutamente subite.L'iniziativa nasce dal desiderio di aiutare concretamente questo popolo che per venti anni ha vissuto nei campi profughi a causa dei violenti scontri armati tra i guerriglieri di Lord Resistance Army e le forze governative ugandesi.