Le prime anticipazioni di stampa, gli scoop sulla viabilità

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Le prime anticipazioni di stampa sulla Trento del Futuro

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Oggi ci sarebbero i rendering

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Trento e i sogni irrealizzati

di Augusto Bleggi

Come risolvere, a Trento, la viabilità fra piazza Venezia, Port'Aquila, piazza Mostra, in una parola, attorno al castello del Buonconsiglio? Se ne discute da anni e, periodicamente, qualcuno sforna un'ipotesi di soluzione. L'ultima parla di un tunnel sotto la Cervara. Non è un'idea nuova bensì l'architrave del piano regolatore generale firmato dall'equipe Samonà, Perini, Giovanazzi ed Armani nei lontani anni 1973-74.  Fu, specie per quanto riguarda i piani particolareggiati delle aree direzionali, un'approvazione sofferta che l'amministrazione guidata da Edo Benedetti consegnò approvata a quella del sindaco Giorgio Tononi.

Che accadde dopo? Che le illuminate scelte urbanistiche furono ridiscusse, stravolte e bocciate. Due le conseguenze più evidenti: l'area S.Chiara che avrebbe dovuto essere dotata di nuovo auditorium da 1.200 posti,  area congressuale, area direzionale, due piani di parcheggi sotterranei, una zona pedonale di  30mila metri quadrati e 21.500 di parco è rimasta com'era prima con un lungo, oneroso lavoro di restauro dell'ex ospedale e l'aggiunta di un'inadeguato (800 posti) auditorium. La seconda conseguenza riguarda la viabilità, peggiorata nel tempo dopo la decisione di realizzare il parcheggio di piazza Fiera non già con doppio ingresso-uscita bensì con sbocco unico su largo Pigarelli.

Il PRG del prof. Samonà, invece, aveva proposto la soluzione definitiva. Come? Proponendo un grande asse attrezzato nord-sud con funzione distributrice dei flussi di traffico: partenza a sud del ponte dei Cavalleggeri (viale Verona all'incrocio con la prevista (anche questa mai realizzata) bretella Adige-Fricca) , ingresso in tunnel, passaggio sotto l'area S.Chiara con accesso diretto al parcheggio sotterraneo, prosecuzione in trincea (sotto il piano stradale ma a cielo aperto) su via S.Francesco, piazza Venezia, galleria sotto la collina dietro il castello e sbocco finale in piazza Centa ad intercettare il traffico proveniente da via Brennero e dall'autostrada.

Evidente che la grande arteria avrebbe risolto tutti i problemi legati all'attraversamento della città. Il tratto in trincea, poi, aveva il vantaggio di lasciare libere, in superfice, due corsie riservate al traffico locale. L'uscita e l'accesso all'asse attrezzato nord-sud, infine, erano previsti solo in alcuni punti dotati di svincoli a due livelli. Troppo bello per essere vero. Infatti il progetto rimane nel libro  dei ricordi o nella raccolta, impolverata, del mensile del Comune (che io dirigevo) TRENTO NOTIZIE (maggio 19746) che oggi ci può al massimo regalare accurata descrizione ed una foto sbiadita delle planimetrie.

Dissolto un sogno ne rimane un altro che ebbi l'ardire di proporre in un servizio tv nei primi anni 80: un prato, senza autovetture, davanti al castello. Qualcuno mi diede dello sciocco ma il sindaco Goio commissionò un progetto che ancora dorme in qualche cassetto. Poi ne arrivò un altro ed un altro ancora ma via Clesio continua a riversare su Torre Verde  fiumi di smog e la soluzione non s'intravvede. Anche in questo caso (avevo ipotizzato) sarebbe stato sufficiente abbassare il piano viario di via dei Ventuno e Clesio ma se si fosse realizzato l'asse appena descritto anche questo problema avrebbe trovato semplici soluzioni.

Rimane -visto che è tornata in auge- l'ipotesi del tunnel sotto la Cervara. Se qualcuno, a palazzo Thun, rovista nei cassetti magari trova i progetti dei benemeriti Samonà, Perini, Giovanazzi ed Armani. O avranno distrutto pure quelli?

* già inviato speciale Rai

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