In-Difesa a Torino da (Fondazione 107) - 2 aprile/4 luglio

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Quando l'arte è "in-difesa"

(Torino 6 aprile 2010) - Gli artisti scelti per rappresentare l'Europa si soffermano sulla solitudine, sul disagio e sull'alienazione che la vita oggi fa sentire così fortemente. La pittura di Daniele Galliano, ad esempio, racconta la fragilità di una donna incinta, le paure, le angosce e le difficoltà che sa di dover superare da sola.

I sei artisti che rappresentano l'Africa, seppur molto diversi, si trovano uniti nel denunciare con forza le condizioni inaccettabili cui si trova ancora oggi ad affrontare il loro Paese; mentre molti artisti provenienti dai Paesi dell'est esplorano le difficoltà dell'esser donna, condizione esplorata ancora una volta anche da Shirin Neshat.

Non mancano artisti di rilevo, come Masbedo e Jelena Vasiljev. "L'autodifesa è la più antica legge della natura". Da questa frase di John Dryden (1631-1700) trae ispirazione il secondo evento espositivo della Fondazione 107, alla galleria di Torino "In-difesa" (fino al 4 luglio 2010).

Un gruppo di artisti provenienti dall'Europa, dall'Africa, dall'Asia, dagli Stati Uniti, dalla Russia e dal Medio Oriente sono stati selezionati sulla base delle opere proposte indagando cinque temi fondamentali: In-difesa della vita, In-difesa dei diritti, dell'identità, del diritto di culto e infine In-difesa militare.

Con l'obiettivo di stimolare il dibattito su temi di interesse globale e instaurare un confronto fra le interpretazioni di artisti di diversa estrazione e provenienza, la mostra vuol esplorare il labile confine che si è venuto a creare nel mondo di oggi tra vinti e vincitori, tra colpevoli e vittime, tra chi attacca e chi difende.

Eventi di natura politico-sociale ci hanno portato in un territorio privo di certezze, dominato dal dubbio, dalla mancanza di certezze e quindi da uno stato di paura e di allerta costante.

In-difesa è quindi una condizione che viviamo tutti - dalle società più benestanti ed evolute a quelle più povere - a diversi livelli, ma con conseguenze affini per quanto concerne una certa condizione di precarietà psicologica e di instabilità, che si ripercuote sui nostri comportamenti e sulle nostre scelte.

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