La Giovine scintilla del Risorgimento italiano.
di Edoardo Sylos Labini
"L'italia è ancora lontana,percio' è davanti si vede e se ha un futuro, ancora non nata, sarà soltanto la sua giovinezza". Con queste parole Giuseppe Mazzini nel 1831,fondando la Giovine Italia,auspicava la formazione di una nazione libera e grande ,giovane ed innovativa che facesse delle sue radici culturali le propria fondamenta ,mettendo in guardia la coesione nazionale dal federalismo che ridando vita alle rivalità locali,mai spente,avrebbe spinto l'Italia a retrocedere verso il Medioevo.
E non è un caso che a poco piu' di un anno dal 150 esimo dell' Unità d'Italia, quei valori risorgimentali vengano rivendicati con toni appassionati da Gianfranco Fini nel memorabile faccia a faccia con Silvio Berlusconi durante il congresso nazionale del Pdl. L'impeto giovanile con il quale Mazzini si battè tutta la vita , sembra oggi piu' che mai un monito per chi con la politica vorrebbe difendere gli interessi personalissimi.
Proprio su questo punto 150 anni fa avvenne lo scontro Cavour /Mazzini. Attori principali delle vicende risorgimentali messi poi alcuni decenni dopo la loro morte a braccetto uno accanto all'altro, come padri della patria ,di marmo al centro di una delle tante piazze delle nostre città.Protagonisti di un viscerale odio reciproco.
Pochi a scuola ci hanno insegnato che Cavour condannò Mazzini ad essere impiccato sulla piazza dell'Acquasola !!
Il nodo sta proprio lì, ed è quello che sto tentando di raccontare interpretando Giuseppe Mazzini con il mio ultimo spettacolo,Disco-Risorgimento,
Da un lato , Mazzini dipinto spesso da una storiografia unilaterale come introverso,triste e solitario ma uomo di straordinario ardore,dotato di una grande eticità poco avvezzo al compromesso,dall'altro lato, Camilllo Benso conte di Cavour,abile e machiavellico uomo d'affari che fece a tavolino un Italia prolungamento del Regno di Savoia.
Mazzini "pericoloso sovversivo " rincorso dalle polizie di mezza Europa,magro e cencioso, fascinoso e sfuggente ,Camillo Benso freddo e panciuto calcolatore dal ghigno mefistofelico. Non voglio dire che il Fini /Berlusconi sia un remake di un film gia' girato piu' di un secolo fa ma porre l'accento sui valori dell'Unità d'Italia fa sperare che altre scintille repubblicane animino un dibattito che a qualcuno da un po' fastidio.
Fu "giovine" la spinta innovatrice delle migliaia di ragazzi che si immolarono per la causa italiana in 60 anni lotte, e forse dovrebbe essere" giovine " la spinta odierna. Bisognerebbe avere il coraggio di "uccidere" la generazione dei padri, (non della Patria ma dell'Anagrafe) che sta congelando la nostra penisola.Oggi il Risorgimento,a mio avviso,dovrebbe assestarsi li',emergere da nuove generazioni, anche impreparate e ingenue se vogliamo ma che abbiano il coraggio di contrastare la logica nepotista e lottizzante di una classe politica che con il suo protagonismo mediatico ci ha insegnato che quello che conta è il potere. Il "mio" Mazzini dice :"non esiste amor patrio se non esiste il sangue di un impresa", aggiunge "L'Italia è stata fatta da don Abbondio!"
L'Italia con la quale siamo cresciuti è quella di Cavour,dei Savoia,di don Abbondio figlia del compromesso, non certo quella coraggiosa di Mazzini,di Mameli ,della meravigliosa avventura della Repubblica Romana. E' un Italia vecchia dove i politici invece di fare citazioni filosofiche fanno citazioni calcistiche, dove di "giovine " si vedono solo " i figli di..." solite facce dal solito cognome.
Troppo spesso il dissenso viene tacciato di antipolitica ,al contrario è voglia di partecipare attivamente alla vita politica del nostro paese. Mazzini non disse mai "Obbedisco " come fece Garibaldi a Teano fu "giovine" fino alla sua morte,da esiliato, dando un esempio etico e non per questo utopistico di cosa vuol dire lottare una vita intera per un Idea.
Oggi sta lì il peso del Risorgimento italiano e deve interessarci tutti, colti e meno colti, perché la meravigliosa storia di uomini coraggiosi che sognarono un' Italia diversa da quella che è attualmente, è nascosta da 150 anni sotto la coperta della retorica nazionalista e sta ad ognuno di noi scoprirla ,ognuno con i propri mezzi , ognuno con una propria coscienza personale.Re-citando la storia è molto piu' appassionante di come ce l'hanno insegnata a scuola.
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