Bill Gates, il miliardario
di Augusto Bleggi** inviato Rai
Il 7 dicembre 2010 il CoSBi (The Microsoft Research-University of Trento -Centre for Computational and Systems Biology) di Povo compie cinque anni e sembra tanto lontano quel 2 febbraio 2005 quando, nel corso del Government Leaders Forum, nacque a Praga.
Quel giorno venne firmato l'accordo istitutivo di un centro multidisciplinare di eccellenza nella ricerca e nell'innovazione, a Trento, fra Bill Gates, i ministri italiani Moratti e Stanca, l'assessore provinciale Salvatori e il rettore dell'università di Trento Bassi. Letizia Moratti, al tempo Ministro dell'Università e Ricerca, al mio microfono parlò dell'eccezionalità dell'evento, di esempio da seguire, di risposta concreta alle esigenze espresse da politici e settori economici per dare un nuovo impulso allo sviluppo in Italia attraverso l'innovazione e la ricerca, ad attrarre investimenti di aziende straniere e rilanciare la competitività del paese.
Ma ricordo anche la perplessità di Bill Gates per questo investimento in Italia. Fiducia diplomatica sì ma anche diffidenza quasi intraprendesse una nuova avventura. A Praga, comunque, si chiuse la prima fase del Centro di Povo, iniziatata circa un anno prima quando Corrado Priami sbarcò per un seminario a Redmond. Nel cuore dell'impero di Microsoft - mi raccontò- presentò i risultati della sua tesi di dottorato sul pi-calcolo stocastico e del suo lavoro di ricerca sulla collina di Trento.
Quei risultati - gli dissero, se ben ricordo - se verificati sarebbero riconosciuti come fondamentali nel campo della biologia e importanti per un programma di ricerca da avviare per la modellazione, l'analisi e la simulazione di sistemi biologici, dei linguaggi di programmazione, e formale teorie computazionali. Possiamo - gli chiesero- venire a Trento? Vennero e, come Cesare, videro ma a vincere fu il professor Priami.
Nacque così il secondo centro europeo di Microsoft che il 7 dicembre dello stesso anno iniziò la sua attività di ricerca con due sole persone: il presidente e Ceo Corrado Priami ed Elisabetta Nones. Invitato ma impossibilitato ad intervenire Bill Gates si congratulò e, quasi incredulo che in Italia si fosse passati, in appena nove mesi, dalla teoria alla pratica esclamò: "anche in Italia, a volte, accadono i miracoli"!
Oggi, un lustro dopo, il miracolo si sviluppa su 42 ricercatori ( equamente divisi fra uomini e donne)provenienti da tutto il mondo e scelti dopo una severissima selezione. L'età media è di 32 anni e tutti sono pronti a trasformare le tante idee, i tanti progetti in altrettante applicazioni. Come? Attraverso la ricerca che a Povo unisce l'informatica alla biologia. I computer simulano le reazioni dell'organismo umano ai farmaci del futuro, ai nuovi farmaci. Una sperimentazione, insomma, indolore, senza cavie. Una frontiera che quel giorno a Redmond era solo teorizzata e che il CoSBi sta trasformando in realtà, passando dalla ricerca di base a quella sul campo.
Una sfida sul campo disse il rettore. "Questo lo sapevamo anche quando abbiamo iniziato - gli ha replicato Priami- e sono convinto che, proseguendo nel nostro lavoro, siamo in grado di contribuire all'innovazione in questo settore strategico".
Personaggio affascinante questo professore di Piombino che, dopo laurea e dottorato di ricerca informatica all'università di Pisa, è approdato come ricercatore associato presso il laboratorio LIX, École Politechnique, Parigi (1995) e l'École Normale Supérieure a Parigi e al Marie CE Curie TMR (1996) . E 'poi stato, ancora, ricercatore e professore associato presso l'Università di Verona (1997-2001) prima di approdare come docente di Computer Science all'Università di Trento.
Nel lavoro suo e della sua equipe si stanno sviluppando farmaci più moderni, sicuri ed efficaci: meno impattanti sull'organismo, frutto di una elaborazione più rapida ed economica, grazie alla sperimentazione "virtuale". Un altro ambito di ricerca è, inoltre, quello della nutrizione, cercando legami tra la composizione dei cibi e la auspicabile prevenzione di alcune malattie quali l'obesità. Questo, tra l'altro, è stata la tesi trattata dal convegno internazionale "Merging Knowledge"che si è tenuto al CoSBi nei giorni precedenti la "festa di compleanno".
Per concretizzare, però, questi filoni di ricerca CoSBi ha stretto alleanze con importanti multinazionali farmaceutiche. Chiaro che proseguendo su questa strada CoSBi tende all'autosufficenza se non (più in avanti) all'utile. Nel primo lustro di attività il bilancio è stato di 12 miloni di euro, autofinanziato al 40%. Il 60% è finanziato in parti uguali da Microsoft e Università di Trento.
Ora, guardando al futuro il bilancio salirà a 25 milioni e l'organico passerà da 42 a circa 80 persone con esigenza di reperire nuovi spazi. Il progetto parla di una seconda area di ricerca all'ex Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco. Questa è la storia del CoSBi che, in cinque anni, ha "cullato" anche 25 tesi di laurea, 6 di dottorato. I suoi ricercatori sono stati relatori in 205 eventi internazionali mentre CoSBi ha organizzato pure 162 seminari.
Sono felice ed orgoglioso di aver avuto la fortuna di commentare e seguire per anni eventi come questo: dalla perplessità di Bill Gates, alla sua meraviglia, alla grande soddisfazione che esprime oggi Microsoft. Talmente buoni sono stati i risultati di Trento che a Redmond pensano ad aprire un altro centro di ricerca in Italia. Forse a Torino. A meno che la crisi politica, la cieca scelta di tagliare i fondi alla ricerca e all'università non privino l'Italia di un'altra grande opportunità.