Dal 5 dicembre 2009 al 25 aprile 2010 - Trento, Palazzo delle Albere, "Eugenio Prati (1842-1907) fra Scapigliatura e Simbolismo"  - A cura di Gabriella Belli, Alberto Pattini e Alessandra Tiddia

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Eugenio Prati, Idillio (1884) - collezione privata

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"Nozze D'oro" (1896) - Collezione Belvedere Wien

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(particolare)

Eugenio Prati, tenero e scapigliato

di Corona Perer

Il dipinto scelto come immagine della mostra è uno spendido squarcio alpino di pieno ‘800. In "Idillio" (1884) Prati dipinge il silenzio e il sogno: due ragazzini  nel silenzio della natura: lei ricama lui con lo sguardo perso la osserva. C'è  il sogno e tanto non detto.
Vedremo questa stupenda opera di Eugenio Prati nella mostra che il Mart dedica al pittore trentino al Palazzo delle Albere di Trento da venerdì 4 dicembre (inaugurazione ore 18,30).

"Eugenio Prati, fra Scapigliatura e Simbolismo" è il taglio dato all'evento che indaga il percorso artistico di uno dei maggiori pittori trentini tra Ottocento e Novecento. Tra le novità della mostra curata da Gabriella Belli, Alberto Pattini e Alessandra Tiddia, quattro tele inedite dell'autore scoperte dal Mart nel 2009 e un carteggio inedito con la famiglia Bossi Fedrigotti che con lui intrattenne rapporti intensi.

Tra gli inediti c'è il dipinto appartenuto all'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, prestato in via del tutto eccezionale dalla collezione del Belvedere.  Morto nel 1907, Prati è già stato celebrato da tre mostre diverse in Trentino, questa però è la prima monografica che il Mart gli dedica e per quest'occasione si è cercato di prediporre un percorso nuovo grazie anche all'individuazione di alcune opere che finora non figuravano nemmeno nel catalogo ragionato dell'artista.

Come "Rebecca ed Eliazer al pozzo" una novità assoluta e sorprendente per gli stessi studiosi. Il quadro è dipinto nel 1871 ma resta al chiuso delle stenze del collezionista che l'ha commissionato un tal Guglielmo/ Wilhelm Bossi Fedrigotti di Belmonte, barone, del ramo austriaco della nobile casata che dal Prati si farà ritrarre assegnando il compito di provvedere anche al ritratto della moglie e dei figli.

La frequentazione con la blasonata famiglia avvenne perché il Prati aveva chiesto alla Dieta di Innsbruck un sussidio. E all'epoca il captano del Tirolo era proprio il Barone che aveva suo dimore a Sacco di Rovereto, Bronzolo, Brunico e Innsbruck.

Mettendosi sulle tracce di uno scritto della intellettuale trentina Giulia Turco Turcati che si firmava con pseudonimo maschile (Jacopo Turco), Alessandra Tiddia ha individuato le tracce di altri inediti. "Grazie anche alle dritte dei discendenti, Isabella Bossi Fedrigotti e del fratello il conte Giampaolo, siamo risaliti a "Nozze d'Oro" quadro mai visto in Italia realizzato nel 1896 e poi finito nelle collezioni del Belvedere di Vienna in quanto era stato acquistato dall'imperatore Francesco Giuseppe . Il quadro è del 1896 e nel 1903 la Turco Turcati che era anche animatrice di un salotto culturale lo definisce un capolavoro".

Il soggetto è curioso: due sposi attempati, anzi, una coppia felice che esce dalla chiesa del villaggio - immerso nella neve - dopo aver rinnovato la promessa iniziale. Un anniversario di matrimonio, insomma.

"Di questo quadro esistono due versioni, del 1880 e 1881, ma questa versione del 1896 era riportata come notizia anche nella prima vera monografia su Prati realizzata da Riccardo Maroni e Giorgio Wenther Marini che però non lo videro" spiega la Tiddia che sottolinea come in passato si fosse tentato di riceverlo in prestito dal Belvedere di Vienna senza esito.

Grazie alle buone relazioni maturate nel frattempo (va ricordata la colleborazione per la mostra su Schiele e Klimt allestita a Rovereto qualche anno fa), l'opera è stata concessa.  "E' prezioso perché ci dice un collezionismo d'eccezione, quello imperiale e poi perché davvero non è mai stato esposto, né nessuno lo aveva visto a parte la Turco Turcati.

In tutto a Palazzo delle Albere (la mostra sarà inaugurata venerdì 4 dicembre alle 18) saranno esposte circa un'ottantina di opere che vengono dal collezionismo privato trentino italiano.



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