Dario Gambarin, l'artista armato di trattore ha colpito ancora

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omaggio a Steve Jobs

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"Justice" 30 luglio 2011

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l'Urlo di Munch...su erba e sotto
la performance dedicata a Mandela

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Land Art:omaggio a Steve Jobs

(10 ottobre 2011) - Vive d'impeto a volte di ...raptus. Nuova performance di Dario Gambarin, il pittore diventato famoso con le sue opere di land art: enormi "dipinti" realizzati a mano libera con trattore che traina un aratro. Dopo i ritratti di Obama, di Nelson Mandela, dopo "'urlo"di Munch e altri messaggi relativi al nucleare o alla crisi economica, è salito sul trattore per rendere omaggio a Steve Jobs, il padre di Apple recentemente scomparso.

"Una grande mela,il marchio della Apple, e la frase che è diventata il testamento di Jobs: ‘Stay hungry, stay foolish' - spiega Gambarin - per ricordare un uomo che ha saputo trasformare il futuro in presente". L'opera di Dario Gambarin si trova a Castagnaro (VR) Su un campo di 27.000 metri quadrati.

L'ultima performance (del 30 luglio scorso) era stata "Justice"-realizzata in due ore e mezzo dal pittore veronese trapiantato a Bologna, che aveva preso spunto da pagine oscure e drammatiche della storia recente d'Italia: le stragi impunite, come quella del volo Itavia, partito da Bologna e precipitato a Ustica, e quella della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Su un grande terreno (33.000 metri quadrati quella volta) alle porte di Verona, aveva tracciato una bilancia della giustizia un poco "penzolante" e leggermente asimmetrica per sottolineare che la giustizia è un problema mondiale. "Il tribunale dell'AIA non è ancora riuscito a condannare i criminali di guerra dell'Ex-Jugoslavia per arrivare ai fatti recenti in Norvegia. E' giusto che l'uomo che ha compiuto la strage in Norvegia con circa 80 vittime rischi solo 21 anni di carcere?" aveva detto Gambarin alludendo ad un mondo sempre sbilanciato tra poveri e ricchi, tra privegiati e non, tra giusti e furbi.

La sua si chiama "Land art". Dario Gambarin usa il trattore come il pennello e i campi d'erba (non di grano!) come messaggio che i nostri amici Marziani potranno certamente decodificare come disagio.

"L'arte è un'avventura dello spirito, del pensiero e dell'immaginazione creativa. Solo chi ha il coraggio di affrontare questo viaggio con libera volontà, assumendosi il rischio della propria integrità, può esplorare queste sfaccettate realtà" ci ha detto Dario Gambarin in una recente intervista pubblicata su SENTIRE 012 dove avevamo impaginato il suo NO al nucleare.

Veneto di nascita, artista con studio pittorico a Bologna, laureato in legge ma anche esperto di discipline esoteriche, Gambarin ha al suo attivo altre performance. Ci volle un'ora e mezzo per arare il campo che celebrava Obama. Alla fine firmò la sua opera "The hope is in the land". Altri soggetti e altre performances agricole  hanno celebrato Mandela e Munch, altra opera di land art prodotta da Gambarin nel 2010.

Per Obama ci vollero 27 mila metri quadrati di terreno e svariate taniche di nafta per il trattore da 150 cavalli. Se l'arte è immortale, la sua è destinata a variare naturalmente. L'ultimo urlo di Gambarin è nucleare. Il simbolo visto dall'alto sembrerà un omaggio o una denuncia agli occhi marziani che vi si poseranno sopra? 

Di certo nelle intenzioni dell'artista questo è l'urlo della terra dopo il disastro tuttora in atto della centrale di Fukushima. Gambarin, prima di dedicarsi all'arte faceva l'avvocato, ma avrebbe fatto volentieri il contadino. "Credo nella Terra, libertà e dignità umana non possono prescindere da un buon rapporto con la Terra, con la natura" ha dichiarato alla stampa".

Questo simbolo che tutti diamo per scontato anche quando andiamo a sottoporci ad una risonanza magnetica fu ideato e disegnato da Gerald Holtom nel 1958.  Ora è una delle opere del suo portfolio di Land Art.  «L'idea di darmi a questo tipo di pratica artistica mi venne dieci anni fa, dopo aver visto in Germania delle fotografie di Land Art" confida Gambarin e le sue sono opere perfette.

"Tutte calcolate, stabilite, tracciate lungo un percorso predefinito. Roba da ingegneri" ha scritto il Sole24ore che lo ha celebrato attirando su di lui l'attenzione della stampa. Ma in realtà Dario Gambarin non usa nè calcoli nè gps: ma il suo terzo occhio, che lo porta a vedere dall'alto ciò che dall'alto sta tracciando a suo di sgommate del trattore.

Ma molto di questo artista che è anche un eccellente pittore e per certi versi ha un tratto estetico originalissimo che porta alla memoria Pollock, deve essere ancora detto. E si dirà.
(Corona Perer, luglio 2011)


> Dario Gambarin e l'urlo nucleare

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