AA Architettura Aeroportuale: il caso Lufthansa
(febbraio 2010) - Sempre più spesso si sente parlare di edilizia sostenibile, non solo in ambito privato, ma anche per quanto riguarda edifici pubblici e luoghi di lavoro: il Centro di Aviazione Lufthansa ne è un esempio e rappresenta la rivoluzione culturale sulla quale sono concentrati i migliori studi di architettura di tutto il mondo.
Lo ha progettato lo studio Ingenhoven Architekten. Il nuovo Centro di Aviazione Lufthansa si trova in corrispondenza dello snodo europeo più importante per i trasporti, tra l'aeroporto di Francoforte, la rete autostradale e le linee ferroviarie ad alta velocità.
L'area di 27.700 mq, ospita oggi il nuovo centro della Lufthansa. L'intervento ha richiesto quattro anni dal 2002 al 2006.
Situato in un punto strategico per la mobilità, l'edificio è stato progettato secondo dei criteri di linearità, chiarezza e funzionalità e con una struttura e degli accorgimenti tecnici che lo rendono una costruzione a basso consumo energetico (Premio di Architettura Sostenibile 2008).
Necessita di appena un terzo dell'energia di un tradizionale fabbricato per uffici. L'edificio è struttura a doppio pettine, rispettivamente a dieci ali, al centro delle quali sono situati dei giardini, che fungono da atrii e isolano l'edificio non solo da rumori, ma anche da temperature non confortevoli.
Anche la struttura del tetto - che presenta la forma di un parapendio e che può essere aperta o chiusa, a seconda delle stagioni - contribuisce all'efficienza energetica della costruzione, grazie ad una ottimizzazione aerodinamica che mantiene la pressione superficiale costante.
Le postazioni di lavoro sono ventilate (sempre secondo modalità naturali) e si affacciano sui giardini, tutti decorati con piante provenienti dai cinque continenti e liberamente accessibili, concepiti come zone di relax e di ritrovo, in un'ottica lavorativa che valorizzi la comunicazione, la dinamicità, l'inventiva e lo spirito di squadra.
Inoltre l'edificio è stato pensato in prospettiva, garantendo non solo la flessibilità delle strutture e quindi la reversibilità delle postazioni, ma lasciando aperta la possibilità di ampliamento e moltiplicazione degli spazi, fino a triplicare le dimensioni attuali.
Il risultato è evidente: un progetto dove natura e architettura convivono e dove deve essere bello lavorare. Le trasparenze conferiscono luce, trasparenza. Il progetto è leggibile all'occhio umano e molto, molto suggestivo. (Daniela Trentin)