Successo d'esordio per la scrittrice vicentina

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Mariapia Veladiano: esordio con successo

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Finalista allo Strega e poi premiata anche a Trieste

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MARIAPIA VELADIANO, "Io e Rebecca"

Folgaria 7 dicembre 2011 -  Mariapia Veladiano, finalista al premio Strega, in "La vita accanto" racconta la nostra inettitudine alla vita, da cui solo le passioni possono riscattarci. La critica l'ha omaggiata per la scrittura limpida, colta, per i suoi personaggi così buffi da essere veri, e quiondi memorabili.

Già premiato con il Calvino 2010, l'esordio di Mariapia Veladiano ha sedotto decine di migliaia di lettori, tra cui il regista Marco Bellocchio, che ha acquistato i diritti del libro per realizzarne una versione cinematografica. Nei mesi scorsi La vita accanto si è aggiudicato entrambi i voti collettivi previsti dal regolamento del Premio Strega - quello degli studenti e quello della Società Dante Alighieri - che si sono aggiunti ai voti della giuria composta dai 400 Amici della Domenica e da 30 lettori selezionati, riuniti come da tradizione a Casa Bellonci.

Nella serata di premiazione dello Strega al Ninfeo di Villa Giulia, Mariapia Veladiano si è classificata seconda, dietro al vincitore Edoardo Nesi.

Con la sapiente levità di una favola, la storia narra di una bambina brutta, grata a tutti per il bene che le vogliono: sta al suo posto, ringrazia per i regali che sono proprio quelli giusti per lei, è sempre felice di una proposta che le viene rivolta, non chiede attenzioni o coccole, si tiene in buona salute, almeno non dà preoccupazioni dal momento che non può dare soddisfazioni.

Una bambina brutta che vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia. pera di sentire una parola che la assolva, fosse pure di pietà.

Rebecca è nata irreparabilmente brutta. Sua madre dopo il parto non l'ha mai presa in braccio e si è sigillata in se stessa. Suo padre ha lasciato che accadesse.A prendersi cura di lei, la bella e impetuosa zia Erminia, il cui affetto nasconde però qualcosa di tremendo. E la tata Maddalena, saggia e piangente, che la ama con la forza di un bisogno.

Ma Rebecca ha mani perfette e talento per il pianoforte. L'incontro con la «vecchia signora» De Lellis, celebre musicista da anni isolata in casa, offre a Rebecca uno sguardo nuovo sulla storia di dolore che segna la sua famiglia, ma anche la grazia di una vita possibile.

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