Salvatore Abbruzzese, tre risposte su Chiara Lubich
1) Professore quale è l'attualità del pensiero di Chiara Lubich: quale rivoluzione/novità contiene per la società odierna?Declinare l'orizzonte di una umanità riconciliata, fondata sull'amore radicale per l'altro, costituisce un principio forte e ricorrente all'interno della spiritualità, tanto ad Oriente quanto ad Occidente. Chiara Lubich rilegge questo tema in chiave moderna. Nella sua prospettiva il riconoscimento dell'altro non è un sacrificio di sé, coincidente con un semplice annullamento della persona, ma, al contrario costituisce la forma più compiuta di realizzazione di sé stessi. Per tale strada Chiara Lubich incrocia l'esigenza moderna di affermazione del soggetto. Si situa, se mi si consente l'espressione, nel cuore dell'utopia moderna di emancipazione e di realizzazione dell'individuo; si mette in sintonia ed in dialogo implicito con il soggetto contemporaneo, per convertirlo verso una spiritualità di reale e radicale altruismo. In sintesi punta a trasformare l'attenzione a sé stessi in attenzione per gli altri, facendo leva su quello stesso desiderio di realizzazione del proprio sé che è al centro della cultura contemporanea.
Accanto a quest'aspetto ce n'è un secondo, forse ancora più importante. Questo riguarda lo statuto dell'altro: nella misura in cui questi, con la sua alterità radicale, è condizione indispensabile per la mia autentica realizzazione, si pongono le premesse per un dialogo radicale. Esso non ha nulla a che vedere con la semplice tolleranza e nemmeno con il principio dell'accoglienza, ma si trasforma in attenzione reale all'altro ed alla sua cultura, curiosità attenta e consapevole. L'altro non è solo colui che, in qualche modo ci mette alla prova per constatare il nostro grado di reale carità e di concreta accoglienza. L'altro non è un peso, un ingombro, una scomodità da imparare a rispettare, accogliere ed amare, ma, fin dall'inizio, questi è il possessore di quel punto di vista che completa la mia stessa persona, liberandola dalla tirannia della preoccupazione per sé stessi.
2) Il modello di comunità concretizzato nelle realtà dei Focolari è sociologicamente attuabile oggi?
La comunità che vuole vivere un'esperienza radicale di comunione è, in sé, una provocazione. Non credo che l'obiettivo che il movimento si ponga sia quello di convertire il mondo ad un modello comunitario, quanto piuttosto l'ammettere e riconoscere la possibilità che una tale esperienza comunitaria possa esistere ed essere operante. Credo che il vero obiettivo sia quello di collegarsi alle comunità specifiche, come ad altrettanti centri di vitalità cristiana, operanti in tutto e per tutto all'interno del mondo laico. Il movimento dei focolarini è una realtà organica e strutturata di iniziative specifiche e ben determinate intorno alle quali si attiva un universo estremamente vasto di simpatizzanti solidali, uniti tutti dal carisma di Chiara.
3) Si potrebbe obiettare ai Focolarini una eccessiva idelizzazione di Chiara Lubich che in qualche modo sembra prendere il posto della centralità del culto a Cristo che pure è al centro del suo modello di condivisione: ritiene motivate queste perplessità? O è il punto debole della visione dei Focolari?
No, non credo affatto che ci siano confusioni. I focolarini amano Chiara come i francescani amano Francesco ed i Gesuiti Ignazio. I movimenti sono molto attaccati alla figura del loro fondatore: è una figura di mediazione con la Chiesa, è colui che la rende comprensibile, realizzando così una preziosa opera di mediazione. Certo, l'insistenza con la quale le parole dei fondatori sono lette e meditate, lascia spesso spazi ampi a sospetti di eccessiva centralità. Ma bastano pochi passaggi all'interno dell'universo dei focolarini per capire come la dimensione del legame con Chiara sia interamente affettiva. Ed è perfettamente comprensibile: Chiara Lubich ha il merito di aver ricucito il legame tra un universo laico credente, ma in via di progressivo affievolimento del fervore originario, e la Chiesa, colta nella sua costituzione originaria del legame con Cristo. Chiara, di fatto, ha creato un ponte tra una cattolicità laica dispersa ed in via di declino ed una rinnovata adesione al messaggio evangelico originario.
(a cura di Corona Perer)
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