Gabriella Belli i miei10 anni di Mart
di Corona Perer
29 ottobre 2011 - "Gabriella Belli ha dedicato la sua vita professionale al MART di Rovereto, ovvero ad uno dei progetti museografici e museologici più innovativi e complessi del nostro paese degli ultimi decenni, sapendo coniugare l'apertura internazionale con il rispetto per le peculiarità locali. Grazie al suo approccio innovativo e aperto alle collaborazioni, ha creato quasi dal nulla una "macchina museale" di rilievo europeo che ha contribuito e contribuisce in modo determinante allo sviluppo di una cultura della contemporaneità e al futuro dell'arte in un'area geografica fino a poco tempo fa di confine, ed oggi, grazie anche al suo operato, centrale all'eurozona".
Inizia così la motivazione del prestigioso premio 'museologo dell'anno' della sezione italiana dell'International Council of Museum (Icom) che le è stato consegnato proprio mentre la direttrice si apprestava a chiudere i suoi 10 anni di Mart. Si tratta del premio italiano più importante in ambito museale. La cerimonia di premiazione si è svolta a Siena, presso il Complesso Museale di Santa Maria della Scala dove Hans Martin Hinz, Presidente mondiale dell'International Council of Museum, per la prima volta in Italia in veste ufficiale, lo ha consegnato all'attuale direttrice del Mart.
Il premio le è stato conferito per aver dedicato la sua vita ad uno dei progetti museografici e museologici più innovativi e complessi del nostro paese negli ultimi decenni. La motivazione aggiunge: "...oggi la sua professionalità e la sua passione sono di fronte all'ennesima sfida: la direzione della Fondazione Musei Civici di Venezia, ovvero una delle realtà museali più articolate e complesse al mondo che permeano con la loro presenza la città d'arte più visitata al mondo. Il nostro premio vuole essere perciò, in questa delicata fase della sua brillante carriera, al contempo riconoscimento per ciò che ha saputo realizzare, ma anche viatico per ciò che farà e che, ne siamo certi, saprà ancora una volta stupirci."
In occasione della recente inaugurazione delle nuove mostre il presidente del Mart Franco Bernabè ha avuto per lei parole commosse e di sincera e profonda ammirazione.
Dieci anni di arte e di sfide: vinte. Sono stati anche i dieci anni di vita più intensi vissuti dalla sua direttrice Gabriella Belli che si appresta ad affrontare il suo ultimo mese alla direzione. A partire da dicembre sarà a Venezia ai vertici dei Civici Musei, ma uscita dalla porta della direzione, varcherà quella del cda del Mart e la sua presenza sarà a garanzia dei rapporti particolarissimi con i galleristi intessuti in questi anni.
Lo ha svelato lei stessa nel corso di una piacevole serata organizzata a Rovereto all'Urban Center per dare un saluto alla direttrice e farle raccontare questo dieci anni che definire tumultuosi non è azzardato: il Mart nel 2002 aveva qualche collezione e un museo quasi vuoto. Ora ha decine di depositi e collezioni e una permanente con i fiocchi riallestita di recente nella mostra Look tuttora visitabile ai piani alti del museo.
Gabriella Belli ha parlato a Rovereto nel corso di un incontro pubblico del rapporto con i vari sindaci che si sono succeduti alla guida a Rovereto durante il suo mandato. "Sempre positivo, come quello con gli amministratori Pat". E le polemiche pre-apertura con quanti pensavano si trattasse di una cattedrale nel deserto? "I tanti punti interrogativi sul museo non mi hanno stupito, ho lavorato per trasformarli in punto esclamativo".
Le difficoltà più grosse? "Far capire ai cittadini che non c'era in gioco solo Rovereto ma anche Trento. Ci sono voluti anni per far capire che la cultura è un bene primario, in una città che peraltro ospitava già eccellenze come Oriente Occidente e il Festival Mozart". La crisi cambia qualcosa? "Assolutamente no" ha risposto Gabriella Belli. "Tant'è che si costruendo un sistema dei musei trentini e io credo molto nel Muse, certo ci vuole coordinamento tra Arte e Scienza ma con il Muse il cerchio si chiude".
Nessuna invidia per il fatto che il mega-Muse arriva senza le polemiche che hanno preceduto il Mart? "Bè ho visto che l'impatto è stato dolce, per noi è stata una strada in salita. Abbiamo avuto tante sofferenze m,a agivamo con un ideale. Detto questo ho sempre detto che il Mart ha aperto la strada e che Muse+Mart possano andare a braccetto. Del resto i musei d'arte sono difficili da metabolizzate è certo più facile metabolizzare un museo di scienze".
Rovereto si è ravveduta? "Il museo è sorto dove è stato voluto: dalla comunità attraverso i suoi amministratori. Ora c'è, il processo è ancora in itinere. Nessuno lo porterà via e i 130/150 mila visitatori che per la Bocconi erano il limite minimo per giustificare un museo, sono sempre stati superati".
Il rapporto con Rovereto oggi di che natura è? "Di gratitudine, a Rovereto ho vissuto nei primi anni di progettazione del Mart. E' una città che mi ha dato fiducia e mi ha permesso di realizzare questo progetto. Ogni tanto mi capota ancora di dire: ma vi rendete conto? Abbiamo un museo che ha la reputazione più grande in Italia, costruito tutto in soli 10 anni. Insomma è davvero un miracolo della museografia italiana". L'intervistatore ha questo punto ha chiesto: e Museion allora cosa è stato, uno sbaglio? Belli ha risposto fa professionista.
"Tutti noi che abbiamo una responsabilità, dobbiamo renderci conto del contesto e capire dove operiamo. Anch'io a Venezia dovrò fare la stessa cosa: anzitutto capire dove sono arrivata. Forse la direttrice Disserens non ha avuto la possibilità di calarsi del tutto nel territorio e così la rana non è stata capita. Quando da noi venne Kendell Geers con un lavoro molto duro, lo abbiamo comunicato per bene".
E a Venezia che lavoro si appresta a fare? "Non esporto modelli, non faccio previsioni, non ho programmi preventivi. Il problema di un direttore, lo ripeto, è anzitutto capire dove si è arrivati. Vado anche per imparare cose diverse, ho 12 musei da riavviare, sono molto motivata. Venezia ha anche un rendita di posizione anche se in un panorama affollato di istituzioni. Ma su Venezia ho poco da dire: dovrò prima capire".
Cosa consiglierebbe al nuovo direttore? "Di ascoltare sempre la città. Io ho letto sempre le critiche, magari ci restavo male ma mi sforzavo di capire con i miei collaboratori se c'erano stati errori da parte nostra. Il nuovo direttore avrà a che fare con una città intelligente, dove il controllo sociale è forte. Qui tutti hanno discusso e controllato e di questo io li ringrazio".
E il suo ruolo nel cda? "Me l'hanno chiesto e sono contenta, ho detto di sì". E su questo passaggio delicato Gabriella Belli ha spiegato il ruolo preciso che andrà a svolgere. "Resto non per interferire (non è nella mia natura), mi hanno messo nel cda per dare garanzie alle collezioni grazie ai rapporti fiduciari che ho costruito con i collezionisti e questo attiene alla Permanente che è il capitale del Mart". Interessanti le sue risposte sulla stampa che l'ha spesso attaccata spesso senza motivo. "I giornali?Ho sempre detto che come dice il loro nome, durano una giornata" .
E le imprese? "Mancano ancora purtroppo a differenza di quanto avviene negli Stati Uniti, ma il momento è complesso". I giovani? "Sono tanti a varcare le porte del Mart e questa è una grande soddisfazione". Il web? "Ci credo, conta eccome, abbiamo potenziato non a caso il nostro sito web". Musealità e web possono configgere tra loro? Risposta: una non esclude l'altra. E' il futuro.
Ma quale è il futuro del Mart? "Sono ottimista, lascio un museo che funziona, uno staff in gamba, il cambiamento farà bene anche a Rovereto. Finisco il 30 novembre e avrò lo stesso entusiasmo e le stesse energie, era il momento per alzare i tacchi". Sente che la sua carriera ha avuto il suo acme qui? "Il mio viaggio professionale si è compiuto in questo luogo. Ciò che ho fatto non è riproponibile. Sarà più facile o più difficile? Sarà quel che Dio vorrà". Per il 2012 cosa sarebbe giusto fare? "Una ricerca per capire i cambiamenti avvenuti in dieci anni nel tessuto economico e cittadino". E alla fine le è stato chiesto di esprimere a se stessa un augurio. "Di essere utile". E per Rovereto? "Che vada sempre avanti".
Un dettaglio: a salutarla da parte del Comune di Rovereto c'era l'assessore alla cultura Luisa Filippi, anche lei di fresca nomina cda Mart. La serata - a dire il vero - prevedeva un omaggio istituzionale alla direttrice, secondo la nota diramata dalla segreteria-Ufficio Comunicazione del Sindaco alla vigilia e nei succesivi reminder. Ma il primo cittadino aveva concomitanti impegni e così...rinviato l'omaggio. "La città saluterà Gabriella Belli in un altro momento" ha annunciato l'assessore Filippi che a dire il vero - nella sua veste istituzionale - poteva procedere ugualmente. L'impressione data? Una certa debolezza femminile verso un Sindaco poco incline alle deleghe. (Rovereto 29 ottobre 2011)
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