H1N1...l'avevamo scritto
5 giugno 2010 - Ora lo dicono anche i TG: l'allarme influenza sarebbe stato montato dalle case farmaceutiche. Ora quello che avevamo scritto il 28 luglio 2009 è realtà. Ci siamo sentiti soli, ci siamo sentiti maliziosi, a volte persino irresponsabili. Ora sappiamo che avevamo ragione a fidarci delle notizie che avevamo trovato in Internet dove gli allarmi per le vaccinazioni coatte si erano subito levati negli Usa.
Ora sappiamo che è stato solo un grande business ed anche un vero flop.
Vaccini inutilizzati, costi inutili, confusioni inopportune, allarmi inesistenti: e dietro il business farmaceutico e l'indotto tra mascherine, guanti, detergenti. Di questi ultimi scrivevamo già il 28 luglio e ci sembrava solo di essere pericolosamente irresponsabili, magari la pandemia c'era davvero. E invece no: era proprio come si temeva, non c'era.
E così riproponiamo non solo quanto scrittonel luglio 2009 ma anche nel successivo settembre quando i governi correvano al riparo prenotando i vaccini.
Buona Lettura...
(3 settembre 2009) - I
n Italia il primo caso grave è in questi giorni all'attenzione pubblica. Ieri 2 settembre il caos precipita per circa un'ora nelle redazioni: il primo morto italiano. Nello spazio di 30 minuti: il tg2 legge la secca smentita dell'ospedale. Nessun morto in Italia, solo due casi gravi.
In Francia il primo morto c'è stato invece il 30 luglio. Altro non è stato segnalato eppure ne sono passati di mesi da quando si è cominciato a parlare di pandemia. Circa il caso francese si trattava del decesso di una persona debilitata, e la morte pare non fosse strettamente legata al virus come hanno scritto le agenzie. Tuttavia il titolo era in grande evidenza e apriva le cronache malgrado in Nigeria in quelle stesse ore si stesse morendo nel caos dei disordini militari-civili.
Parliamo allora del primo vero morto italiano...in Argentina. La domanda sorge spontanea: siamo dentro una pandemia davvero? Naturalmente sono in molti a coltivare un dubbio: non sarà che questo virus così poco aggressivo, ma così intraprendente fornirà alle industrie farmaceutiche la chance per un rilancio economico globale? Una prova indiretta sta nelle borse: titoli farmaceutici tutti al rialzo. L'affare del secolo è alle porte. Chi fa mascherine ha visto riealzi della produzione dell'800 per 100. Il primo ad aver dato fiato al dubbio è stato il blog di Beppe Grillo.
Gli scienziati della Novartis (holding che ha un suo stabilimento anche a Rovereto) hanno fatto sapere di essere al lavoro: nei test di laboratorio sul virus della suina, riescono a produrre però il 30-50 per cento dell'antigene (l'antigene è l'elemento attivo del vaccino) che normalmente si ottiene per il virus dell'influenza ordinaria. Ci vorrà quindi del tempo perchè più antigene si crea, e più dosi si possono produrre. Ma il processo di fabbricazione è ancora lungo: una volta isolato il virus in laboratorio, le milioni di dosi di vaccino vanno coltivate in altrettanti milioni di uova di gallina, per un periodo di 4-6 mesi.
Ecco che serve una costante informazione di massa che non a caso vediamo ben dosata quotidianamente ad ogni tg: un morto qui, l'altro là, in ordine sparso e con il costante richiamo a quel che potrebbe ancora accadere, nonostante fior di scienziati e divulgatori (Luciano Onder, ad esempio) mostrino con l'oggettività dei numeri che pare ormai accertata una verità: tra tanti virus questo sarebbe il meno aggressivo. Ma certamente il più intraprendente: è ovunque.
Ora, per farsi un'idea basterà un clic verso questo video su Youtube, sottotitolato in italiano (...e musicato dalla cicale). Otto minuti per dar voce al rovescio della medaglia. Ma notizie circa la famosa pandemia - che anche uno scienziato come Silvio Garattini afferma non esser tale - si trovano anche questa pagina e su una pagina di Repubblica.it più esplicita nella sua versione online, un po' meno in quella cartacea.
Altre pagine sulla debolezza del virus si trovano a questa pagina. Ma ciò che sconvolge sono le parole della dottoressa Rima E. Laibow in Youtube: circa 8 minuti in cui si spiega il business e si danno utili indicazioni per reagire. Grillo non ha esitato a rilanciarlo. Dalle parole di Mrs Rima, emergerebbe questo: le case farmaceutiche sono riuscite a convincere i responsabili delle Nazioni Unite che occorre la vaccinazione obligatoria in tutti 194 paesi aderenti all' ONU contro l'influenza suina.
A detta della Laibow si rischia un secondo disastro mondiale a causa di vaccinazioni pericolose, che ha avuto il suo precedente nelle vacinazioni obbligatorie in Africa che sarebbero all'origine di una malattia conosciuta come HIV (Aids). E si pone la domanda come possiamo difenderci da questo assalto alla salute mondiale? Come affrontare questa che è l'ennesima paura del Terzo Millennio? Magari cercando di documentarci meglio.
(C.Perer)
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