Zilda, morta facendo del Bene
di Ariadna Marques
(da San Paulo do Brasil, 20 gennaio 2009) - Anche il Brasile partecipa commosso, assieme a tutto il mondo, dalla tragedia haitiana. Rientrano i feriti e le salme dei nostri 14 militari peacekeepers della Minustah, Missione Nazioni Unite per la Stabilizzazione del Haiti, presenti dal 2004 nel paese più povero del nostro continente. Quattro soldati mancano all'appello e da un po' di ore considerati morti anche loro.
Lutto nazionale e funerale di onore anche per la dottoressa Zilda Arns di 75 anni, sorella del famoso Cardinale Arcivescovo emerito di San Paolo, Don Paulo Evaristo Arns, e fondatrice della Pastorale della Infanzia, il più grosso e capillare movimento pastorale della Chiesa Cattolica brasiliana.
La dottoressa Zilda è morta sotto le macerie di una chiesa di Port-au-Prince dove si era recata per insegnare ai religiosi locali la metodologia di lavoro della Pastorale che, organizzata su richiesta della Conferenza Episcopale Brasiliana (CNBB), da decenni opera nel nostro paese una vera e propria rivoluzione silenziosa, migliorando le condizioni di salute e salvando vite di milioni di bambini bisognosi.
Pediatra e nutrizionista ma anche donna di fede e di preghiera, la dottoressa Zilda è riuscita a coinvolgere un esercito di 250 mila donne sparse in tutto il Brasile, volontarie, spesso non solo cattoliche, allenate per portare alle famiglie povere anche semplici indicazioni su allattamento materno, igiene e cura dei bimbi, alimentazione alternativa recuperando l'apporto proteico di radici, foglie e frutti della flora locale.
Dalle favelas delle metropoli alle popolazioni a volte quasi irraggiungibili dei territori dell'Ammazonia, nelle zone disagiate, nel Brasile profondo dove lo stato non arriva, le donne con a dosso la conosciuta maglietta bianca e in mano la bilancia a sacco per pesare i bambini, hanno combattuto e combattono la guerra contro la disidratazione e denutrizione che, più di ogni politica pubblica governativa ha potuto strappare il Brasile dal triste hanking dei paesi a più alto tasso di mortalità infantile al mondo.
Io stessa ricordo che già verso l'inizio degli anni novanta, a un certo punto vedevo sempre di meno i cosiddetti "funerali degli angeli", così chiamati perché di solito a portare in cimitero la piccola bara, assieme ai genitori del giovanissimo, spesso neonato defunto, c'era anche il corteo dei bambini del rione.
E mi ricordo di loro. Poche, all'inizio. Senza soldi o le famose ONG alle spalle, erano normalissime donne del popolo, con marito e figli da badare, che riuscivano a trovare tempo e grinta per andare a caccia di bambini famelici bussando di porta in porta nelle comunità di base, montando centri di accoglienza e cura per i casi più disperati, coinvolgendo e creando reti di solidarietà fra i vari settori della società fino a diventare visibile e riconoscibile il loro lavoro la cui metodologia è stata esportata nei paesi latino-americani e in Africa, in modo particolare nell'Africa di lingua portoghese.
Per dare una idea del valore del loro lavoro, il governo Lula stesso, per il programma "Fome Zero" e "Bolsa Familia" ha fatto tesoro delle preziose informazioni sul territorio e sulle famiglie, in possesso delle donne della Pastorale dell'Infanzia.
Zilda Arns è nata in una famiglia che ha dato alla Chiesa tre sacerdoti e due suore. Lei invece, oggi vedova e madre di tre figli, ha voluto servire a Dio con il suo mestiere di medico e l'ha fatto con la mistica di quelli che mettono i suoi talenti a servizio della costruzione del Regno di Dio sulla terra nella convinzione di che è possibile far di questo un mondo più degno del suo Creatore.
Si è trovata sulla rotta delle sempre più frequenti catastrofi naturali del nostro tempo, assieme al martoriato popolo haitiano. Ma la morte ha colto la dottoressa Arns in missione. Di questo si dicono fiere le volontarie della Pastorale che, da ovunque, oggi si recano numerose allo stato del Paranà per il funerale di quella che la CNN ha descritto come "la Madre Teresa brasiliana". E ribadiscono che porteranno avanti con ancora più grinta l'operato di questa eroina moderna che il Brasile ha tanto amato.
Una donna che rappresenta quel genere di speranza che le macerie dei terremoti non riescono a seppellire.
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