Postmodernismo Stile e Sovversione 1970-1990 al Mart di Rovereto dal 25 febbraio al 3 giugno 2012

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"Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970 - 1990" riunisce oltre 200 oggetti raccolti nei settori più disparati dell'arte e del design, ricreando un'epoca recente in cui lo stile non è stato un modo di apparire ma piuttosto un modo di essere.  In primo piano si vedrà il "design sovversivo" di Ettore Sottsass per lo Studio Memphis, modelli e rendering architettonici come il disegno preparatorio di Philip Johnson's per l'edificio dell'AT&T (1978) ; opere di Robert Rauschenberg, Cindy Sherman  ma anche un dissidente e una star: Ai Weiwei e Jeff Koons

Postmodernismo Stile e Sovversione

Dopo la mostra del 2009 ‘Cold War- La guerra fredda 1945-1970', continua la collaborazione del Mart con il Victoria and Albert Museum di Londra.  La mostra "Postmodernismo. Stile e Sovversione 1970 - 1990", organizzata dal V&A con la curatela di Glenn Adamson e Jane Pavitt, sarà presentata al Mart di Rovereto dal 25 febbraio al 3 giugno 2012 dopo una prima esposizione a Londra dal 24 settembre 2011 al 15 gennaio 2012.

Si tratta della prima rassegna sull'arte, il design e l'architettura degli anni Settanta e Ottanta, imperniata su uno dei temi più controversi della storia recente della cultura: il Postmodernismo. Per il Mart questa mostra è il "secondo capitolo" di un'analisi iniziata con la mostra "Cold War": l'esposizione mostrerà come il Postmodernismo si sia evoluto a partire da un contesto provocatorio e confinato all'architettura, nei primi anni Settanta, per arrivare a influenzare ogni settore della cultura popolare, e in particolare le arti visive, l'industria musicale e cinematografica, la grafica e la moda. Uno snodo cruciale anche per il dibattito artistico italiano, che il Mart rilancia nell'edizione italiana del catalogo, con un testo dell'architetto Paolo Portoghesi.

La mostra prende spunto dall'analisi di una serie di idee radicali sviluppate in forte contrapposizione alle ortodossie del Modernismo: un ribaltamento dei concetti di purezza e semplicità, da rimpiazzare con colori squillanti, forme esagerate, superfici  artificiali, citazionismi, parodie, ironia, ma soprattutto un nuovo senso di libertà associato al design. Tra i modernisti, non era raro che lo stile personale fosse considerato un aspetto secondario rispetto allo sforzo per realizzare un programma utopistico. Per i postmoderni, viceversa, lo stile è tutto.

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