Inaugurata la grande mostra a Maso Spilzi (Folgaria) sui Grott, padre e figlio

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Il "Cristo" di Cirillo Grott, opera che gli richiese 10 anni di lavoro

 

 

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"Il gioco della vita" (particolare)

Folgaria, omaggio a Cirillo Grott

di CORONA PERER

(17 luglio 2010) - "Ricordo che per questa scultura scolpita su legno di melo ci vollero dieci anni di lavoro dal primo disegno, al bozzetto, fino all'ultimo colpo di scalpello che fu davvero... l'ultimo" racconta la vedova di Cirillo Grott.

Sentendo vicina la fine l'artista aveva profeticamente indicato questo come il suo lavoro finale. "Fu così purtroppo" ricorda la moglie Alessandra che oggi lavora senza sosta alla ricostruzione dell'opera del marito. Con cura scrupolosa conserva e cataloga il materiale uscito dal suo genio, compresi i pensieri e le poesie.

Nel febbraio scorso sono stati celebrati i vent'anni dalla morte dello scultore folgaretano mancato nel 1990. Un anniversario al quale Folgaria aggiunge una grande mostra a Maso Spilzi. Si tratta di un triplice evento.

A vent'anni dalla sua prematura scomparsa, GROTT 2010 non si ferma a rendere omaggio a questo artista, ma ne approfondisce in maniera ampia il forte spirito eclettico e lo fa proseguire in un raffinato dialogo nell'esperienza del figlio Florian Grott.

Si vedranno le sculture in legno e i bronzetti più significativi, compresi quelli modellati gli ultimi giorni della sua vita e alcuni inediti. I temi trattati sono quelli prediletti dall'artista: la figura in prevalenza (soprattutto la maternità), i gruppi famigliari e la donna nelle sue multiformi espressioni e poi il sacro tema dominante dell'ultima produzione.

Cirillo Grott venne a mancare in una fase della sua vita artistica nella quale la contemplazione e la meditazione sull'arte sacra avevano preso il posto degli amati soggetti a sfondo naturale. Se in scultura era la maternità ad interrogarlo, in pittura era madre natura ad affascinarlo. "Cirillo amava molto paesaggio e fiori, in particolare i girasoli, adorava Van Gogh, e questa fu l'ultima produzione pittorica, forse la meno nota" afferma Alessandra Grott che gli fu fedele compagna e amica, nonché musa.

"Quanta scena, la scena della vita mia" scrisse in un piccolo poemetto in cui descrive il tempo che imprigiona la fantasia con lo stupore di poter cantare il creato. "Quanta scena vedo in questa natura / sublime, quanta bellezza piange/ sotto i miei occhi vagabondi/ sotto il mio operare di uomo".  

Nel suo cammino (trent'anni di attività, dal 1965 al 1990, anno della sua scomparsa) Grott ebbe alti e bassi come ogni artista.  Dal Grott-poeta emerge la solitudine tipica dell'artista e l'amore per la vita. "...Solo con i miei colori, con i miei gesti/ Ma la natura spietata dell'autunno/ formula tante cose perdute e molta saggezza/  è meditando l'amore che metto  in questo quadro  un volto di donna.."

GROTT 2010 si presenta come l'evento artistico dell'estate attraverso un esteso percorso espositivo che coinvolge importanti e suggestivi luoghi del Trentino come Maso Spilzi a Costa di Folgaria, la Casa-Museo di Cirillo Grott a Guardia di Folgaria e il castello di Beseno a Besenello.

Una "mostra diffusa" che per la prima volta affronta in maniera esaustiva la complessa figura di Cirillo Grott, artista trentino dalla carriera breve quanto importante, che lo ha visto esporre in una personale al Palazzo delle Esposizioni di Roma ed essere recensito sul New York Times.

Nel 2008 fu Monaco a ricordarlo alla Drissien Galerie con una personale che celebrava i suoi mancati 70 anni (l'artista era nato nel '37). Proprio a Monaco nel 1962, Grott aveva avuto - a 25 anni - il suo battesimo internazionale con una mostra di scultura che gli assicurò i primi successi e lo fece diventare in seguito molto noto e apprezzato in tutta la Germania. Artista dalla produzione febbrile, negli anni ´60 fu allievo di Pericle Fazzini all´Accademia di Belle Arti di Roma. Poi la grande scelta: andare "a bottega" per imparare la scultura in Svizzera, precisamente a Losanna.

Arrivò così la stagione espositiva con mostre personali e collettive in Italia e all´estero, i primi importanti premi, le commissioni da parte di soggetti istituzionali e la presenza di sue opere in collezioni e musei (tra cui Milano e Salisburgo). Nel 1983 a Monaco l'opera scultore a di Cirillo Grott fu oggetto di tesi di laurea. Grott  in Germania ha esposto nel 1990 a Forchheimer. Fu l´ultima mostra seguita personalmente dall´artista, prima della prematura scomparsa.

Ora sono gli omaggi a celebrarlo. Prima di Monaco, fu Berlino a farlo nel 2007 con una mostra di grandi sculture in bronzo e legno, ospitata alla Rathaus di Charlottenburg. Lo scorso anno fu Trento, con la mostra di Palazzo Thun a poche settimane da quella di Loreto dove, per narrare secoli di arte sacra, la Delegazione Pontificia aveva portato Grott nella Sala degli Svizzeri del Palazzo Apostolico, collocandolo tra i maggiori artisti del sacro contemporaneo.

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