Proprogata fino al 6 novembre la mostra di Senigalliesi "Balcani vent'anni dopo. 1991-2011" al Museo Storico della Guerra

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Livio Senigalliesi :Sarajevo / Bosnia 18 marzo1996, l'ultimo giorno di guerra nel quartiere di Grbavica. Per effetto degli accordi di Dayton, Sarajevo sarebbe passata sotto il controllo dei musulmani. Le ultime ore dell'assedio furono piene di tensione e di atti di rappresaglia. Nella foto, divenuta un'icona della guerra in Bosnia, una famiglia mista lotta contro le fiamme appiccate alla loro casa
da un gruppo di nazionalisti serbi.


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Livio Senigalliesi: Rugovo / Kosovo marzo 1999 - La scena dell'ennesimo massacro di civili albanesi. Dopo alcuni giorni iniziarono i bombardamenti aerei della NATO su Serbia e Kosovo.





'BALCANI VENT'ANNI DOPO. 1991-2011'
Museo Storico Italiano della Guerra
Via Castelbarco 7
Rovereto (TN)

Senigalliesi racconta i Balcani

La mostra "Balcani 20 anni dopo" di Livio Senigalliesi, è stata prorogata di una settimana e rimarrà esposta a Rovereto fino a domenica 6 novembre, giornata annuale di apertura gratuita del Museo Storico Italiano della Guerra. Inaugurata lo scorso 16 settembre ha ottenuto un grande successo di pubblico e i promotori, Osservatorio Balcani e Caucaso assieme al Museo della Guerra, hanno deciso di renderla visitabile più a lungo del previsto.

In occasione del prolungamento della mostra di Senigalliesi il 31 ottobre, alle ore 17 presso la sala conferenze del Museo Storico Italiano della Guerra, si tiene l'inaugurazione di "No border", mostra fotografica promossa da Operazione Colomba e Tavolo trentino con il Kossovo. Interverranno Camillo Zadra - provveditore del Museo Storico Italiano della Guerra, Davide Sighele, giornalista di Osservatorio Balcani e Caucaso/Fondazione Opera Campana dei Caduti, Stefano Pellegrini - operatore di Operazione Colomba, Marigona Ademi e Liridona Rexhepi - fotografe kosovare, Maurizio Camin - presidente del Tavolo Trentino con il Kossovo. La mostra "No border" parla del Kosovo di oggi attraverso gli occhi dei suoi giovani: un viaggio attraverso le identità diverse, uno sguardo su un paese da scoprire, oltre i luoghi comuni. Rimarrà esposta dal 31 ottobre al 7 novembre presso il Centro di educazione permanente per la Pace di Via Vicenza 5, a Rovereto.

Un vero e proprio intreccio di sguardi tra il grande fotografo Senigalliesi e i giovani kosovari. Nella sua lunga carriera, Livio Senigalliesi ha raccontato i fronti caldi di mezzo pianeta, dal Medio Oriente al Kurdistan, da Berlino a Mosca, passando per Afghanistan, Iraq, Mozambico, Sudan, Congo, Ruanda, Caucaso. Ma è la "guerra in casa" dall'altra parte dell'Adriatico, nella Jugoslavia che implode nel cuore dell'Europa, che incide in lui il desiderio di andare 'oltre'.

Per vent'anni, macchina fotografica in mano, Livio Senigalliesi è entrato e uscito dalle mille storie partorite da questo pezzo d'Europa a noi così vicino e così distante. Nel suo racconto, fissa su pellicola storie e destini superando la divisione tra 'buoni e cattivi' e saltando i muri dell'odio e della propaganda. Con il desiderio di oltrepassare l'evento bellico e ascoltare le vite dei protagonisti, per raccontare anche il 'dopo'. Un lavoro di testimonianza che lo ha visto anche collaborare con L'Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati, con Cooperazione Italiana e numerose organizzazioni umanitarie italiane e straniere.

La mostra è stata realizzata grazie al sostegno della Regione Trentino-Südtirol, in collaborazione con Museo Storico della Guerra e Associazione Zavidovići di Brescia.


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