La storia del giardino
a cura di Renato Maino
Per secoli smistamento della via Francigena e luogo di passaggio, Roppolo è stato feudo di una capitale d'Italia (Ivrea). E' posto dove la grande morena, lasciata dal ghiacciaio che sboccava dalla Valle d'Aosta segna l'orizzonte con una inusuale linea retta fatta apposta per suscitare stupore e fascino.
Il parco e la villa (nata come monastero alla fine del ‘300) sorgono vicino ad un castello fortificato, tardo feudale. Quanto il convento declina, la proprietà passa ai nuovi ceti.
Gli abbellimenti lasciano il cuore religioso, scandito dal chiostro e dalle sue armonie, si aggiungono inserti decò, severità giolittiane, accenni di neogotico, slanci primo novecenteschi.
Nel tempo muta anche il giardino creato con un terrazzamento di più di 4000 mq. che interrompe il pendio e l'originaria foresta di faggi e roverelle, con un doppio gradone, appoggiato a muri di contenimento di pietra locale.
Il disegno originario è scandito da una regola benedettina su un percorso definito per espandere il pensiero e la meditazione del chiostro. Prima il giardino, poi l'orto, per il sostentamento del convento.
Superfici equivalenti e continuità formale, l'uno che sfuma nell'altro, l'utile che si presta al bello in un continuo Ora et Labora. Oggi ospita ancora alcune grandi piante che, in tutte le culture, sono considerate, fin dal fondo dei secoli, meraviglia e lode agli Dei ed al Signore.
Il Giardino di Villa Rampone è visibile su appuntamento ed ospita eventi su prenotazione.
Info: www.villarampone.it.