Maurizio Giongo a Malcesine
17 luglio 2010 - Malcesine non è nuova alle grandi operazioni di arte contemporanea. L'anno prossimo uscirà un catalogo antologico degli ultimi 10 anni di mostre di scultura nella città scaligera affacciata sul lago. Sabato è stata inaugurata al Castello di Malcesine una personale di scultura di Maurizio Giongo.
"Segni nello spazio" presenta un corpus di 12 opere, quasi tutte di grande formato. Oltre al Castello scaligero alcune saranno ospitate presso il Palazzo dei Capitani, di Malcesine. E' stato il Comune tramite l'assessore alla cultura Ferdinando Sbizzera a voler l'evento che omaggia il fronte della scultura contemporanea.
Conosciuto fino a qualche anno fa soprattutto come pittore ed incisore, Maurizio Giongo, si è accostato gradualmente alla scultura nel corso degli ultimi anni. Non tanto per sperimentare, ma per approfondire anche in senso plastico la propria ricerca di sempre: quella sul segno.
Anche nella pittura, infatti, il segno ha sempre avuto uno sviluppo costante, interagendo con il colore: spesso sovrapponendosi ad esso, talvolta, come nelle mostre più recenti, accompagnando le campiture quasi ad incorniciarle.
"Le mie forme nascono da segni presenti anche nella mia pittura, dove c'è sempre stato uno scarto tra il segno e il colore, fino ad arrivare ai quadri dove il segno pare staccato, alla conquista di una sua autonomia" afferma.
Da circa dieci anni Giongo progetta e disegna forme plastiche: dapprima in rame, poi cartone, legno e via via in acciaio. Ha vinto anche concorsi pubblici per la realizzazione di sculture monumentali (Predazzo e Villazzano di Trento).
La novità di questa mostra è però rappresentata dalla natura dei lavori esposti. E' la prima dove Giongo espone solo lavori in acciaio e inox (oltre ad un lavoro in ottone e plexiglass). In altre occasioni, infatti, l'artista aveva esposto solo piccole sculture all'interno di personali di pittura.
"Trovo che l'acciaio, un materiale per così dire ‘contemporaneo', mi permetta di disegnare nello spazio. Lo si può tagliare, piegare e saldare. Il mio lavoro non è quello di scartare, o modellare, ma piuttosto quello di assemblare" afferma Giongo che descrive questa ultima produzione come una somma di segni che conserva il carattere dell'essenzialità, tipico del materiale utilizzato. "Conserva però anche i richiami alla natura, alla quale da sempre mi ispiro, e che in questo (ma non solo in questo) mi è maestra".
E' anche un gioco di contrasti: nonostante la materia il gioco delle linee si fa sinuoso. "La morbidezza di queste forme di acciaio, apparentemente in contrasto con la durezza del materiale, è uno degli elementi che mi affascinano maggiormente" aggiunge Giongo che trae ispirazione anche dalla musica. "Ritmo e armonia fanno costantemente parte della mia esperienza" dice, augurandosi che le opere possano dialogare con lo splendido scenario in cui saranno collocate.