Artista-stilista (suo malgrado) - Incursione nell'atelier "Fonte" in via dell'Usignolo 8 a Riva del Garda per conoscere meglio chi fa arte...in gran silenzio

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Le opere...

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le borse...

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...l'artista

Gian Pietro Bombardelli e la savana astratta

di Corona Perer


(Riva del Garda, 23.11.2011) - Le idee erano già abbozzate quando da adolescente inizia gli studi all'istituto tecnico per geometri "Floriani" di Riva per poi passare all'istituto d'arte Depero di Rovereto. Ma si fanno decisamente chiare a 18 anni, quando Gian Pietro Bombardelli ha deciso e molla tutto con un'unica certezza in testa: fare il pittore.

La sua è una storia di grande passione e anche di inevitabili delusioni e incertezze, ma anche di grande forza di volontà. Con un piccolo gruzzolo derivante da un risarcimento per sinistro compra tele, pennelli, colori: il suo piccolo tesoro si trasforma in attrezzi del mestiere.

Un amico gli presta un piccolo androne come atelier ( "Fonte" in via Usignolo 8 nel cuore del centro storico di Riva del Garda dove tuttora lavora) e Gian Pietro inizia.

Di giorno dipinge, di notte fa il cameriere: ma le opere astratte - peraltro assolutamente originali - non vendono. La rabbia diventa atto creativo: nel distruggere i suoi quadri, Bombardelli trasforma le tele in borse e accessori... ed è un successo. Tutti pezzi unici, venuti da un gesto d'arte che le sue inattese clienti colgono immediatamente. Ed è così che Gian Pietro Bombardelli diventa suo malgrado stilista.

Con una vecchia macchina da cucire da calzolaio e con la collaborazione della sua compagna, prendono forma borse vistose e capienti, resistenti e colorate. Il primo a stupirsene è lui.

E oggi? Oggi Gian Pietro sogna la sua prima vera mostra, l'attenzione della critica e nel frattempo continua la sua vita, fatta di vasi comunicanti: barman e cameriere in una nota pizzeria di Arco di sera, artista di giorno.

Una svolta artistica ha nel frattempo preso possesso delle sue tele dove con collage e contaminazioni fra materiali prende corpo un personalissimo angolo di mondo, che potrebbe essere definita una savana-astratta.

"Amo tutta l'arte di ogni periodo e di ogni corrente e così tutto ricompare rielaborato nei miei quadri". La savana cresciuta tra barattoli di colore e pennelli nel piccolo studio-atelier a volte incrociate (dipinte in ogni angolo anche quelle), prende sopravvento sulle tele dove una tigre sembra pronta a compiere il balzo verso chi la osserva.

Energia e colore, tra inserti pop e incursioni verso l'astratto, appaiono come un territorio vergine e selvaggio allo stesso tempo. Tutto da esplorare.
(www.giornalesentire.it)









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