Mart: "Dalla scena al dipinto"
(Rovereto, 7 febbraio 2009) - La mostra inaugurata a Rovereto parla francese, la lingua del curatore Guy Cogeval del Musée d'Orsay di Parigi che con Beatrice Avanzi e la direzione scientifica di Gabriella Belli, Marie-Paule Vial e Matthew Teitelbaum ha allineato oltre 250 opere (tra queste anche bozzetti e scenografie in miniatura), per dire quanto il teatro abbia ispirato l'arte.
Di capolavori al Mart ne sono passati tanti ma quelli esposti ora al Mart (fino al 23 maggio) giungono per la prima volta in Italia. Sono le opere dei migliori pittori europei dell'Ottocento, offerte in un percorso che prende le mosse dal tardo illuminismo per abbracciare la avanguardie del primo novecento.
Una mostra singolare per il taglio di ricerca. Rappresenta l'ideale continuazione della "Danza delle Avanguardie" allestita nel 2005, quando già erano state gettate le basi per questo progetto espositivo. Le opere sono giunte a Rovereto con uno straordinario sforzo istituzionale: collaborano 68 musei (li abbiamo contati) e uno stuolo di illustri collezionisti tra i quali la nipote di Maurice Denis, Claire.
Corposo il catalogo con saggi di 14 storici dell'arte e curatori per dire uno spaccato di pittura che origina nel fascino per il teatro. Molto raffinato l'allestimento: arioso e intimo allo stesso tempo, articolato in aule dai tenui colori dove l'imponenza delle opere - a partire dal grande Jacques-Louis David -emergono per pathos e ricchezza, intrecciando temi letterari a tragedie e melodrammi d'epoca. "Dalla scena al dipinto. La magia del teatro nella pittura dell'Ottocento Da David a Delacroix, da Füssli a Degas" resterà aperta fino al prossimo 23 maggio.
Molto soddisfatti sia Bernabè che la direttrice Belli i quali hanno tenuto a precisare che è un compito statutario del Mart occuparsi anche dell'800 e non solo di arte contemporanea, favorendo così l'apprendimento e la formazione a tute le arti. Belli in particolare ha sottolineato che le avanguardie nascono quando tutte le arti si ‘muovono insieme' e non a caso il teatro contrassegna le migliori opere dell'800 con le ballerine di Degas che si preparano trepidanti alla scena e il parlottare dei gentiluomini nei dintorni dell'Opéra de Paris. Teatro e pittura dialogano grazie alle scelte dei curatori che conducono il visitatore dalla fine del ‘700 alle soglie delle prime sperimentazioni e delle avanguardie in una cavalcata tra Neoclassicismo, Romanticismo, Realismo, Simbolismo.
"Per oltre un secolo e mezzo l'arte europea è stata soggiogata dal demone della scena" ha affermato Guy Cogeval. Sulle trame di Shakespeare muovono Füssli, Delacroix, Chassérieau e Sargent e quando il fascino per il grande inglese si attenua, irrompe in Italia, l'opera di Francesco Hayez, ampiamente rappresentata in mostra. Forti e tenere allo stesso tempo le emozioni suscitate da Edgar Degas in un'aula strepitosa e tutta per lui. La sperimentazione teatrale d'avanguardia conduce gli artisti alle soglie dell'astrazione con l'avvento nella musica di Wagner e con il suo progetto di opera d'arte totale.
Poi arriva la pittura simbolista. Mito e realtà si mescolano: Gustav Klimt, ne è il re. Tanto che nell'allestimento del Mart, dopo lo splendore di colori e cornici ottocentesche, una sua opera esplode per raffinatezza e preziosità da una teca in vetro, molto minimalista. L'oro di Klimt incornicia Josef Lewinsky nel ruolo di Carlos in Clavigo (1895). E La mostra tiene alto il pathos fino alla fine, quando Appia dematerializza il teatro.
Mostra imperdibile davvero grazie al fascino di opere che conducono dentro l'Opéra. "In realtà io quando sogno...sogno italiano" ha detto Guy Cogeva rispondendo al presidente del Mart, Franco Bernabè, che gli chiedeva del suo personale rapporto con l'arte italiana.