Il Belpaese del demerito
di Corona Perer
Che dire? No Comment. Il principino ignorante che torna alla Repubblica (e vince) prima ballando in uno show del sabato sera e poi dal palco di un festival dove l'Italietta ha sempre coniugato cuore-amore, papaveri e papere, scandalizzandosi se Lucio Dalla raccontava la storia di una ragazza madre e un intellettuale come Luigi Tenco denunciava con uno sparo l'Italietta nella quale già allora non si poteva aver fiducia. Sanremo è il trionfo dell'Italia da operetta. Il trionfo del reale-televisivo: le cose (e le persone) esistono solo quando la Tv ne legittima l'esistenza.
Dunque ci credete ancora? Televotate pure voi? Partecipate alla Kermesse con spirito nazionale?
Siete tra i dieci milioni di share? Allora credete a Babbo Natale e alla Befana e ai licantropi nelle notti di luna piena. Io quest'anno l'ho dato per visto avendo immaginato che la presenza del principino (ignorante) della Real Casa - bocciato e ripescato - avrebbe certamente vinto, proprio perchè ripescato. Non importa se primo o secondo. E' nella rosa dei vincitori.
Perchè questa è l'Italia, il paese del non-merito, dove avere demeriti significa avere già appuntate sulle spalle le stellette della carriera. L'unico momento reale di questo festival lo fornisce la foto di questa pagina dove classe e grazia (e pazienza per le ruspanti domande della querula Clerici) hanno dato al 60° Festival di Sanremo l'unica chance per uscire davvero dalla provincia italiana e sembrare internazionale (...l'eurovisione, dovremo dirlo un giorno ai dirigenti Rai, non basta).
Una regina mediorientale a Sanremo nella sua altera eppure "normale" bellezza ci ha mostrato quanto siamo decadenti (in Giordania non è che le cose vadano poi così bene, malgrado la bellezza di Sua Maestà la Regina). Ma sul palco nazionale-popolare dell'Ariston il dialogo era tra due portate: da un lato ostrica e champagne e dall'altro un piatto di golosi spaghetti (la Clerici appunto). Solo Rania ha saputo render il festival international-popolare senza scalfire la propria regalità. Una bella lezione anche per la poco Real Casa Savoia...e il suo rampollo canterino
(22 febbraio 2010)
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