REPORTAGE - Un popolo ponte tra occidente ed oriente (Testo e fotografie Marco Ansaloni, fotoreporter)

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Venezia, quartiere San Marco, Sotoportego dei Armeni, vecchio quartiere dove risiedeva parte della comunità armena veneziana composta soprattutto da commercianti - Marco Ansaloni, fotoreporter è l'autore di testo e immagini. Nato a Torino nel 1973, vive a Barcellona e collabora con il National Geographic

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Venezia. L'abate Elia, rettore della comunità monastica dell'isola di San Lazzaro, consulta la Bibbia personale del fondatore dell'ordine, il Padre Mekitar - Foto: Marco Ansaloni

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Venezia, salone delle Feste del palazzo di Ca' Zenobio, sede del Collegio Armeno Moorat Raphael di Dorsoduro - Foto: Marco Ansaloni

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GIORGIO MENCHAKYAN ( 54 anni) è originario di Beirut in Libano. Vive a Venezia da 40 anni ed era seminarista a San Lazzaro. Uscito dal monastero per sposarsi, ha mantenuto ottimi rapporti con la comunità, trovando lavoro sull'isola come bibliotecario. Nella foto sfoglia uno degli originali della Descrizione dell'Egitto durante la campagna di NAPOLEONE, del 1809-  Foto: Marco Ansaloni - Venezia.

Marco Ansaloni,Armeni a Venezia

Il monastero di Khor Virap possiede una delle migliori viste sull'Ararat. Il biblico monte, oggi in territorio turco, è uno dei luoghi dell'anima più sentiti dalla comunità armena. Nei focolari domestici dentro la Repubblica Armena, nata nel 1991 dalle ceneri sovietiche, cosi come nelle dimore della diaspora, è facile ritrovare un'icona delle cime del sacro monte, simbolo che ricorda la patria lontana. E perduta.

La millenaria e ricca storia del popolo caucasico s'intreccia oggigiorno con le centinaia di culture con cui è entrata in contatto durante in secoli. La coesione dovuta a una lingua e a una religione comune ne hanno garantito la sopravvivenza al di lá di confini geo-politici. Francia, Russia, USA, Libano, Italia. Terre d'accoglienza per coloro che scelsero l'esilio o che a loro venne imposto. Tra questi luoghi d'approdo, Venezia.

L'idea di raccontare per immagini una Venezia poco conosciuta, spiritualmente profonda e con una comunità viva, fu decisione più volte ridiscussa. La collaborazione nata con il National Geographic, sempre attento a individuare i tesori nascosti del nostro paese, fu determinante per entrare in uno di questi scrigni.

Venezia non a caso. Le relazioni commerciali e strategiche tra la Armenia storica e la repubblica marinara rimontano all'epoca medievale, quando la città lagunare era regina incontrastata delle coste e dei suoi mari. Il carattere multiculturale della città veneta offrì nuove possibilità all'intraprendenza armena.

Merci e commercio che viaggiavano su polverose vie ad Oriente, leggendarie caravane che portavano il meglio ad Occidente. Un flusso continuo di preziosità e apertura mentale.

Di quel lontano passato rimangono alcuni scorci. Il vecchio quartiere a ridosso del ‘Sotoportego dei armeni', l'imponente Collegio Armeno Moorat Raphael, cosi come il vecchio quartiere commérciale di san Zaccaria o il bellissimo palazzo Sheriman, luoghi di una memoria che ha saputo resistere al passo del tempo.

Uno dei angoli che senza dubbio ha saputo rappresentare al meglio la cultura e l'intelletto armeno è la quieta isola di San Lazzaro. La comunità monastica che qui risiede dal 1716 ha saputo trasformare quest'oasi in faro spirituale per i figli armeni dispersi per il mondo. Un luogo d'incontro dove sentirsi a casa.

Fondata dall'abate Mekitar su uno degli antichi lazzareti della città, la comunità religiosa è diventata custode di un patrimonio unico. Vanta una biblioteca ricchissima in documenti e una collezione di oggetti preziosa.

Tra i tanti tesori che qui sono custoditi, di sicuro interesse per il 2012, si trova il manoscritto Urbat'agirk, il libro del venerdì, raccolta di preghiere e brani del Vangelo, stampato a Venezia nel 1512. 500 anni di un'intensa attività tipografica per diffondere e promuovere la cultura armena fuori dalla madre patria.

Il ponte tra Oriente ed Occidente si riapre allora ques'anno. Yerevan sarà capitale mondiale del libro e Venezia ne farà le presentazioni ufficiali, offrendo al mondo una finestra da cui guardare la Repubblica caucasica.

Un'occasione per conoscere il ricco contributo lasciato dagli armeni alla Storia e che oggi la Storia vuole riscoprire. D'altro canto, come ricordava l'abate Padre Elia in una delle notti passate nel convento.

"La forza dell'Armenia e della sua gente non risiede nè nel petrolio che non possiede, né nel gas che non possiede o di altre materie prime che non possediamo. La nostra unica vera arma è stata e dovrà essere un'altra. l'intelligenza".

Marco Ansaloni
(Venezia-Barcelona 3.1.2012)





> Armeni tradizione antichissima

 

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