Scritte nazi e incuria culturale
Rovereto 25 APRILE 2010 - Oggi si celebra la Liberazione da fascismo e nazismo. Forse si potrebbe portare un gesto simbolico a questo muro: del colore e un pennello per cancellarne le odiose scritte.
Lo abbiamo segnalato, detto e scritto fin dal 3 marzo scorso. E' passato molto più di un mese. Nessuna reazione delle istituzioni, della Comunità Ebraica di Merano da noi più volte sollecitata a intervenire, nessun segnale nemmeno da Manifattura Domani, proprietaria dell'area, alla quale certo non mancano risorse economiche per intervenire (in questi giorni ha presentato il masterplan per il suo rilancio: cifre astronomiche).
Tuttavia nonostante il richiamo fatto anche dalla stampa locale all'indomani del 3 marzo, le scritte sono rimaste intonse. A nessuno interessa cancellarle? A nessuno, neanche al Comune di Rovereto a quanto pare. Nenache ai candidati sindaco che in queste settimane si manifestano in mille promesse culturali e non.
Nulla, non una parola, per queste scritte antisemite sul lato est del muro di cinta della ex-Manifattura Tabacchi. Mani anonime di chiara matrice fascista, inneggiando all'odio contro gli ebrei, e invocando morte agli anarchici, hanno disegnato svastiche e slogan del tipo "10,100,1000 forni".
Il muro confina con la ciclabile del Lungoleno un luogo sempre affollato di giovani famiglie, sportivi e anziani. Le scritte sono certamente opera di almeno due persone e sono distese per almeno 35 metri dei 100 circa di pista che conduce tra i vigneti Bossi Fedrigotti e la ex manifattura Tabacchi alla pista sul Lungo Leno.
Sono state notate di recente e sono riconducibili probabilmente agli episodi di tensione che hanno scosso di recente la città di Rovereto e che hanno causato persino scontri tra anarchici e esponenti della estrema destra. Le mani ignote hanno agito su almeno 7 pannelli con scritte inquietanti: sono espresse sia in tedesco che in inglese ed ovviamente in italiano.
Alcune sembrano recare una firma di riferimento a un gruppo che si pensa possa essere di Rovereto. L'opera si completa con simboli inquietanti come mostrano le immagini: una stella di David impiccata, un chiaro riferimento all'odio verso gli ebrei e un inneggiamento alla morte per gli anarchici.
Tra chi guarda perplesso, c'e chi si augura che si proceda presto a cancellare le aberranti scritte, segnali inequivocabili di una tensione sempre più alta a Rovereto. "Juden Raus" sembra il latrare di un cane nero.
Ma la questione non compete al Comune di Rovereto, bensì a Trentino Sviluppo la partecipata della Pat che è ora la proprietaria della ex-Manifattura Tabacchi. "Noi interveniamo sugli immboli di nostra competenza" afferma l'ing. Paolo Piccinni dal Comune di Rovereto. "Oppure interveniamo su strade e ponti o sottopassi se accade" gli fa eco l'ing. Andrea Larcher del servizio traffico e trasporti del Comune.
Da quanto ci ha riferito il vice-questore Giansante Tognarelli, all'indomani della nostra segnalazione al Corriere del Trentino (Rcs) è stata inviata sul posto una pattuglia del Commissariato. "Ci sembrano scritte non fresche" afferma "però è strano che nessuno lo abbia segnalato". I residenti della zona affermano che il tutto sarebbe frutto delle ultime settimane: fine febbraio 2010.
Resta il problema: ora chi cancella? A Trento il Comune ha attivato un servizio: interviene sempre il Comune salvo rivalersi sul privato per la mancata cancellazione o il costo dell'intervento. In questo caso l'area è di un privato che ha status pubblico. Di certo scritte del genere non possono rimanere.
Intanto tutti possono imbattersi nell'ennesima brutta pagina di intolleranza che sporca la città di Rovereto già attraversata in queste setttimane da episodi di violenza nel centro cittadino, con successive ripercussioni di atti di teppismo e aggressioni. Rovereto, la famosa Città della Pace.
(C.Perer)