Libri, riviste e volantini di Fortunato Depero dalle collezioni della Biblioteca Civica "G. Tartarotti" - a cura di Duccio Dogheria

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Calendarietto Tipografia Mercurio 1928
Rovereto, Tipografia Mercurio, 1927-1928 

 

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Giorni...ad arte

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Calendarietto Tipografia Mercurio 1929

Fortunato Depero in biblioteca

di Duccio Dogheria

Oramai considerato come uno dei capolavori della tipografia del '900, Depero futurista - edito nei 1927 e noto a tutti come libro imbullonato per via della legatura metallica ideata da Fedele Azari - è solo il più noto dei libri realizzati da Fortunato Depero.

Per ricordare il 60° anno dalla scomparsa dell'illustre concittadino, la Biblioteca Civica "G. Tartarotti" di Rovereto propone la ristampa aggiornata e ampliata del catalogo della mostra "Depero in biblioteca", tenutasi negli spazi della Biblioteca Civica di Rovereto nell'aprile del 2005.

In tale occasione vennero esposte per la prima volta tutte le pubblicazioni promosse o illustrate da Depero appartenenti al ricco patrimonio della Biblioteca Civica. Accanto ai libri e alle riviste, trovarono spazio anche alcuni preziosi ephemera deperiani, come il programma (illustrato) per i Balli plastici, messi in scena nel 1918 al Teatro dei Piccoli a Roma, il piccolo catalogo della mostra del 1921 a Palazzo Cova a Milano e due volantini relativi ad altrettante personali di Depero, uno dei quali lanciato dai cielo di Torino nel 1922 e contenente, sul retro, un invito tricolore all'autarchia.

I due esemplari, rimasti finora inediti, appartengono a una serie di tre calendarietti auto-promozionali stampati tra il 1926 e il 1928 dalla Tipografia Mercurio di Rovereto.

Il primo, impresso negli ultimi mesi del 1927, presenta principalmente inedite composizioni a tinte piatte di forme astratte tipicamente deperiane, prevalentemente giocate sulle tonalità del verde e dell'arancio, cromie ricorrenti in molti lavori coevi dell'artista, dalla cartolina pubblicitaria per la ditta Presbitero (1926) alla copertina de La congiura dei passeri di G. Gerbino (1927) o a quella per il New Auto Atlas (1930).

Il calendarietto del 1929, rispetto al precedente ornato solamente in copertina, riprende con la sola variante cromatica un'iconografia floreale già utilizzata in precedenza da Depero in più occasioni, dalla tarsia di stoffa Fiori artificiali (1925-1926) alla copertina per il n. 10 de "La rivista illustrata del Popolo d'Italia" (ottobre 1928), oltre a una versione in bianco e nero sulle pagine del libro imbullonato, come modello di disegno per cuscini.

In precedenza Depero aveva già realizzato un altro calendarietto, il Calendario futurista 1927. Teatro plastico Depero, stampato dall'Architipografia di Milano a fine 1926 per la ditta cosmetica Valli.

Se rimane l'assenza del manifesto Ricostruzione futurista dell'universo, firmato da Fortunato Depero e Giacomo Balla l'11 marzo del 1915, l'elenco delle pubblicazioni deperiane appartenenti alla biblioteca cittadina e documentate in questo catalogo è pressoché completo: dalla sua prima raccolta lirica, Spezzature. Impressioni - Segni - Ritmi (1913), ancora pregna d'imagerie simbolista declinata in maniera grottesca, agli ultimi testi pubblicati quando l'artista era ancora in vita, come il polemico Antibiennale (1955) o il Catalogo della Galleria e Museo Depero Rovereto (1959).

Tra questi estremi cronologici, sono presenti opere celebri come il già ricordato libro imbullonato o quel capolavoro pubblicitario che è il Numero Unico Futurista Campari (1931), testi scanzonati come il numero unico realizzato nel 1936 per la Festa dell'uva a Rovereto o al contrario inquietanti e retorici, come A passo romano (1943), aperta e sincera celebrazione del fascismo.

E poi le poesie (Liriche radiofoniche, 1934), le sinistre illustrazioni per Un istituto per suicidi di Gilbert Clavel, pubblicato nel 1917... fino ai numerosi testi autobiografici (Bilancio 1913-1936, 1937; Fortunato Depero nelle opere e nella vita, 1940; So I Think so I Paint, 1947).

Accanto ai libri, le riviste, da quelle promosse in prima persona dallo stesso Depero, come i due numeri (dei tre usciti) di "Dinamo Futurista" (1933), a quelle alle quali il futurista roveretano collaborò come graphic designer tra le due guerre, come "Il Mondo", "Emporium" e "Il Secolo XX". Infine, i sopracitati ephemera, ai quali vanno aggiunti due gustosi calendarietti auto promozionali della Tipografia Mercurio di Rovereto, recentemente rinvenuti e fino ad ora rimasti inediti.
(AGOSTO 2011)




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