Ecco la lista della spesa

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(foto di Paolo Siccardi/Sync)




LISTA DELLA SPESA

249 blindati «Freccia 1,6 miliardi.
2 fregate antiaeree «Orizzonte » 1,4 miliardi
8 droni 1,3 miliardi di euro.
100 nuovi elicotteri militari NH-90 4 miliardi di euro
10 fregate «Fremm» 5 miliardi di euro
2 sommergibili militari 1 miliardo di euro
«Forza Nec» sistema digitale 12 miliardi di euro
Esercito spesa corrente 9,4 miliardi euro
131 Caccia F 35 15 miliardi
saldo Eurofighter 5 miliardi di euro
saldo portaerei Cavour + 4 sommergibili U-212 3,2 miliardi
...Risultato: 47 miliardi, milione più milione meno

 

Esercito smisurato ce lo possiamo permettere?

Davanti a Gran Bretagna, Germania e Spagna e con una spesa pro-capite superiore a quella del Giappone. Dopo gli Usa insomma stiamo tra "i primi", ma non ci sembra un vanto. La dimensione quantitativa delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica) è di 178.600 unità. L'Italia risulta avere più militari della Gran Bretagna (177.00), della Germania (152.00), della Spagna (135.000). La nostra spesa pro capite (popolazione/investimenti) è di 478 dollari "a cranio", mentre quella del Giappone è di 332 dollari, quella della Germania di 411 dollari. Abbiamo:

511 tra generali e ammiragli

2600 colonnelli e 22.992 ufficiali

71.837 sottufficiali (di cui 55.974 marescialli, 15.858 i sergenti)

83.421 unità (48.173 in servizio permanente + 35.248 in ferma prefissata).

7.435 tra uomini e donne missioni all'estero

Come ha scritto Umberto De Giovannangeli (L'Unità 6 gennaio 2012) non bisogna «demonizzare» e bisogna anche ricordare che dietro ai numeri del personale ci sono famiglie, storie e percorsi di vita che meritano rispetto. Con la consapevolezza che "tagliare" non vuol dire "smantellare". Ma c'è qualche domanda da porsi. "Domande d'obbligo" si chiede il giornalista. "Sono tutte acquisizioni necessarie? E in rapporto a quale modello di Difesa e su quale visione del ruolo dell'Italia nello scacchiere internazionale?".

Forse quello che serve è fare una selezione in funzione del ruolo che s'intende avere sullo scenario internazionale. "Un ripensamento da collocare in una chiave europea, sviluppando,ad esempio, una politica di Difesa integrata euromediterranea, «modello Unifil», la missione Onu in Sud Libano che si regge essenzialmente sul contributo di Italia, Spagna e Francia" sostiene non a torto De Giovannangeli.

 

 

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