I primi nove dottori del Cimec: ricerca e didattica sono strettamente legate e non si può fare l'una in assenza dell'altra. Inoltre, l'attività di ricerca ad alto livello non può prescindere dal contributo dei giovani

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I primi PhD del Cimec

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Nove nuovi dottori per il cervello

(Rovereto, 16 marzo 2010) - "L'esperienza insegna che per fare scienza è necessaria una buona dose di umiltà per capire la difficoltà e l'importanza dell'attività che conduciamo come ricercatori, ma soprattutto per interagire con i giovani e ascoltarne idee e suggerimenti", ha detto il direttore del CIMeC Alfonso Caramazza poco prima della proclamazione di 9 neodottori: Eduard Barbu, Federico Boschetti, Federica Cavicchio, Alessandro Chinello, Delia Guagnano, Tommaso Mastropasqua, Elena Nava, Luigi Tamè e Andrea Vilardi.

Il professor Alfonso Caramazza ha poi ringraziato i colleghi del CIMeC, l'ateneo trentino, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto e le istituzioni che hanno sostenuto il Centro fin dai suoi primi passi. 

A festeggiare i neodottori un ospite eccezionale, uno dei massimi neuroscienziati al mondo, il professor Michael Gazzaniga, celebre per aver dato il via negli anni Sessanta insieme a Roger W. Sperry e Joseph E. Bogene agli studi sulla lateralizzazione cerebrale e su come i due emisferi cerebrali comunicano tra di loro. 

Nel corso della sua lectio magistralis, Michael Gazzaniga ha spiegato in che modo le conoscenze di tipo neuroscientifico possono avere delle ricadute in contesti sociali quali quello della responsabilità personale, morale e giuridica. "I processi decisionali arrivano al cervello prima che ne siamo consci" ha svelato. Quando arriva la consapevolezza? Pare 500 millisecondi dopo. Tutti incapaci di intendere e di volere dunque? Inquietante, ma possibile
C.Perer)

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