Prendetevi il tempo di leggere questa incredibile storia: mostra clonata a nostra insaputa. Incredibile, ma vero

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Il pannello introduttivo e sotto il dettaglio: come è presentata la mostra

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Sotto: le realtà coinvolte per l'evento

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Tra le associazioni c'è anche il festival Religion Today
che tanto ha fatto per la Palestina

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 ...i gadgets

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L'auto-presentazione di Teatro per Caso, Mercurio, Officina del Sorriso.
La mostra "Greetings From Hebron" - si legge - è
"di Paola Marcello e dei ragazzi di Hebron".
Un "di" molto ambiguo. Per il resto nessun riferimento a SENTIRE,
autore effettivo del concept-mostra.
Da notare che il sito di "Officina del Sorriso" dal 26 febbraio
aveva online una pagina nella quale annunciava
la manifestazione e la mostra dando il link proprio a SENTIRE
Officina del Sorriso è un progetto che fa capo a
Teatro Per Caso

Nota dell'Editore

E' nata come mostra virtuale del Giornale SENTIRE. L'abbiamo ideata, prodotta e diffusa  nel gennaio 2009, senza contributi di denaro pubblico e totalmente con risorse proprie. Ma è diventata una mostra fisica, a nostra totale insaputa. In sostanza una clonazione, per non usare il termine giusto: un plagio.

Una mostra virtuale - benchè abiti sul web - è pur sempre un prodotto artistico: abbiamo perciò subito eccepito la violazione dei diritti d'autore con mail urgente all'ente pubblico ovvero Provincia Autonoma di Trento, Assessorato Provinciale alla Solidarietà che stava proponendo la mostra (...pensiamo in assoluta buona fede...) con identico titolo e identico materiale nonchè alle presunte responsabili della clonazione (Sara Maino e Paola Marcello) che l'evento avevano proposto alla Pat.

La mostra è poi divenuta un "caso" politico sul quale hanno voluto vederci chiaro due consiglieri provinciali: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) e Giorgio Leonardi del Pdl. Sono state tre le interrogazioni politiche depositate. Risultato:  l'evento Officina Medio Oriente che ha ospitato la mostra da noi realizzata e allestita a Trento senza esserne informati ha avuto costi sostenuti: 100 mila euro, di cui 20.000 per i soli allestimenti. Al momento non conosciamo ulteriori dettagli relativi ai mandati di pagamento. 

I FATTI
1) la mostra è comparsa nel programma Officina Medio Oriente, promossa dall'Assessorato Provinciale alla Solidarietà dal 17 al 21 marzo. SENTIRE né è venuto a conoscenza soltanto il 15 marzo: la fotografa Paola Marcello che nel 2008 aveva fornito il materiale per la mostra virtuale affermava - alla nostra richiesta di chiarimento - di essersi 'dimenticata';

2) immediatamente si comunicava all'Assessore Lia Beltrami Giovanazzi che stava per tagliare il nastro ad un evento in aperta violazione dei diritti d'autore e delle leggi vigenti in materia.

3)
La Provincia pare essere stata "all'oscuro di tutto": ce lo ha fatto sapere informalmente il dirigente Luciano Rocchetti. In occasione dell'inaugurazione del 17 marzo non è stata fatta parola dell'accaduto ma si dà atto alla Provincia di aver messo a disposizione un cartello riparatore a causa dell'incidente a cui è stata esposta da terzi.

4) Dalle prime sommarie giustificazioni ricevute dalle dirette responsabili il tutto sarebbe frutto di una "dimenticanza della fotografa" sopra citata. Non è ancora chiara la posizione di Sara Maino, che tuttavia ci è stata indicata dalla Regione come sua unica referente per l'evento. Da notare che Maino è presidente dell'associazione Teatro Per Caso che figura nello stesso pannello dei promotori della mostra (da dove invece Giornale SENTIRE è stato omesso!) . Nelle febbrili ore della contestazione del presunto plagio Sara Maino ci comunicava di essere la titolare del progetto presentato alla Pat (già sei mesi fa) dove compariva la mostra al che contestavamo di essere stati tenuti all'oscuro anche in quella occasione. Maino del resto ben conosceva il nostro ruolo  nella produzione di Greetings From Hebron, avendone beneficiato a suo tempo come promozione ed essendo a conoscenza di ogni assaggio relativo al suo editing su SENTIRE per il tramite di Paola Marcello.

5) Ad ogni buon conto al momento dell'inaugurazione SENTIRE non figurava né tra i promotori ufficiali (come documentano anche queste foto) né tantomeno era stato coinvolto o citato nelle presentazioni ufficiali e nel materiale divulgativo predisposto dall'Assessorato alla Solidarietà anteriormente a lunedì 15 marzo. Una esclusione che ci ha pesantemente penalizzati oltre che amareggiati. Ci siamo recati quindi immediatamente e personalmente negli uffici incaricati all'organizzazione dell'evento "Officina del Medio Oriente": il funzionario Rocchetti ci ha comunicato che l'Assessorato promotore di "Officina Medio Oriente" non aveva mai avuto contatti con la fotografa, ma che tutto faceva capo a Sara Maino titolare di alcuni progetti per conto della Pat (n.b.: Officina del Sorriso è una delle progettazioni di Teatro Per Caso). Naturalmente abbiamo preso per buone queste affermazioni.

6) Nell'arco di una giornata febbrile (il 16 marzo) il giornale otteneva la disponibilità di un pannello correttivo, fatto predisporre in fretta e furia dall'ente. Il cartello è stato posizionato due ore prima dell'inaugurazione della mostra (il 17 marzo) non senza un piccolo giallo come di seguito specificato.  

7) Da notare infatti che  questo pannello riparatore stava per essere predisposto senza concordarne i contenuti con noi !! Via mail la fotografa ci comunicava alle 9.50 del 16 marzo che il testo era stato vagliato da 'un esperto' e che il cartello era già stato stampato (!). Pertanto SENTIRE si vedeva costretto ad intervenire immediatamente direttamente con la Provincia per pretenderne la visione e la correzione, reclamando il proprio diritto ad essere almeno informato di ciò che lo riguarda (!) ovvero di come la Provincia intendeva porre rimedio ad una mostra non autorizzata. Guarda caso il pannello  fatto predisporre dalla fotografa indicava che il giornale aveva "diffuso" la mostra, come se l'evento fosse nato altrove (!). Ma al momento della nostra verifica non era stato ancora stampato (...) diversamente da quanto comunicatoci.

8) Abbiamo preteso una immediata correzione con dicitura corretta e ringraziamo il dirigente Luigino Rocchetti di essersi concretamente attivato perchè così fosse a nostra garanzia. Infatti il giornale aveva ideato, realizzato ed "anche" diffuso la mostra, atto finale di un processo ben più lungo che non può dimenticare l'ideazione di un concept (!). Il cartello è stato posizionato due ore prima del taglio del nastro.

OR DUNQUE: una mostra virtuale si avvale di un mezzo virtuale, non è fisica, non ha stanze nè pareti che la ospitano. E' il villaggio globale ad ospitarla ma è a tutti gli effetti un prodotto artistico che si avvale a sua volta di materiale artistico (le foto).  Tutti i contenuti della testata sono coperti da diritto d'autore e in ogni parte del sito vi è esplicita indicazione della copertura diritti. 

Giova ricordare come la mostra è nata: i
l giornale web SENTIRE era stato contattato a fine 2008 dalla Marcello, anche a nome di Sara Maino titolare del progetto "Laboratorio Officina del Sorriso" per pubblicare una recensione.

Visto il materiale, SENTIRE offrì molto più che una recensione: una mostra virtuale, articolata in 10 pagine lanciata tra ottobre 2008  e gennaio 2009 nel pieno della guerra contro Gaza. 
La mostra virtuale fu da noi ideata per permettere ai ragazzi di Hebron, autori delle foto, di vedere le loro immagini e di farle vedere al mondo come testimonianza dei territori occupati. Questo lo poteva consentire soltanto uno strumento come INTERNET. Lo abbiamo fatto per dare ai ragazzi di Hebron un feed-back che probabilmente il laboratorio fotografico finanziato in Palestina non avrebbe avuto senza l'appendice virtuale. 

Siamo fieri di poter dire che abbiamo offerto ad un progetto di completarsi col mezzo più appropriato, INTERNET, consentendo un feed-back che altrimenti non avrebbe avuto. Su tutte le altre carenze si potrà dire che si tratta di 'carenze di forma': ma la forma è contenuto. Almeno in questo giornale dove le immagini hanno proprio questo scopo: parlare.

Teniamo a ricordare che dopo il varo della mostra il nostro giornale si era attivato per far sì che da virtuale diventasse fisica alla Campana dei Caduti di Rovereto. Abbiamo allo scopo presentato un mini progetto, introducendo la 'fotografa' autrice del Laboratorio ad Hebron, e offrendo la nostra disponibilità organizzativa ed editoriale. La cosa non fu possibile per gli ingenti costi dei pannelli esposti dalla 'fotografa', perciò il progetto venne a decadere. Per questo motivo si ha motivo di obiettare che non solo vi erano ulteriori motivi per coinvolgere il giornale (visto che l'evento prendeva corpo con altra istituzione) ma che sia stato fatto anche uno sgarbo istituzionale alla Fondazione Campana che tramite il suo Reggente, prof. Alberto Robol, si era dichiarata disponibile.
 
A giustificazione di quanto accaduto Sara Maino poche ore prima dell'inaugurazione ha voluto contattarci per spiegare la sua posizione ed ha affermato: "...La mostra era stata da me proposta nell'ambito di un progetto più vasto predisposto per la Pat sei mesi fa". Obiettiamo pertanto che anche sei mesi fa promotrice e fotografa si erano dimenticate di consultarci per una autorizzazione spendendo il nostro nome in atti che sono tuttora a noi ignoti. Abbiamo nel frattempo verificato che in altre sedi era stata proposta e realizzata la medesima mostra, sempre a nostra insaputa. A tutt'oggi non siamo riusciti ad ottenere un elenco dei luoghi e degli enti contattati da Maino/Marcello. 

SENTIRE ribadisce quindi di aver rivendicato il concept della mostra in quanto copiato e proposto ad un ente pubblico senza nostra autorizzazione che in questi sei mesi si sarebbe potuta e dovuta chiedere.  

Ringraziamo il funzionario Pat dr. Luciano Rocchetti, per essersi attivato dando disposizioni - nella giornata del 16 marzo a 24 ore dall'evento - che vi fosse una corretta presentazione dell'evento da parte dell'Ufficio Stampa Pat che indicasse la realtà dei fatti. Ovvero che la mostra era stata prodotta da SENTIRE, dove è online da oltre 18 mesi.

In occasione dell'inaugurazione, in presenza dell'evidente plagio, avremmo potuto chiedere la rimozione di ogni cartello (nelle foto a destra) che attribuisce  la paternità della mostra a tutti meno che a SENTIRE che l'ha ideata. Riteniamo utile far notare che nella foto a lato figura tra le promotrici della mostra l'associazione TEATRO PER CASO di cui è presidente Sara Maino e che tra l'altro figurava come espositrice negli stand interni.  Abbiamo deciso di soprassedere alla rimozione accontentandoci di un piccolo pannello laterale posizionato sul filo di lana, consapevoli che la difesa del diritto d'autore avrà luogo in altra sede. 
 
Ma poichè in ogni parte del sito web della testata online è espressamente indicato dalle note legali che la riproduzione di ogni contenuto pubblicato deve essere autorizzato e concordato, non possiamo accettare la tesi della dimenticanza per di più doppia: della fotografa e della promotrice del progetto-evento per la Pat. 

Infatti il sito di Officina del Sorriso  sin dal 26 febbraio 2010 annunciava in una propria pagina - acquisita agli atti - la mostra dando il link proprio a SENTIRE (!) e sin dal 19 gennaio 2009 comunicava che l'iniziativa "è la seconda mostra virtuale del Giornale SENTIRE".  


Se è di consolazione l'aver consentito nei fatti ai ragazzi  di Hebron - grazie ad Internet - di vedere il loro lavoro online, dall'altro non possiamo accettare che terzi promuovano eventi, reperendo fondi pubblici allo scopo e clonando il format senza concordarlo con i veri ideatori e promotori della mostra. Questo è quanto. 


Corona Perer
direttore responsabile / ADMIN 
Rovereto (Tn) marzo-aprile 2010

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