Cure palliative, rivoluzione etica
di Mimma Battisti*Una mostra coraggiosa, che affronta con intelligente delicatezza un tema difficile, ci ha trasmesso un intenso messaggio, capace di intrecciare serenità e sofferenza. Un messaggio che invita a riflettere, che tocca tutti. Questo è stato ""Vivere ancora - Noch Mal Leben".
In questo momento a Bolzano ci sono 2000 persone che non necessitano di medicina curativa ma di cure palliative, ed il 96% tra esse soffre di patologie oncologiche; il 45% muore in ospedale, il 40% in case di riposo, e solo il 10% in casa.
Ormai è un privilegio morire nel proprio letto, circondati da personale qualiicato e dal calore dei familiari. A questo serve un Hospice, un Hospice che la nostra città non ha.
Chi si espone schierandosi sul piano etico non ha le leve per dare risposte concrete ad un problema, è necessario sollecitare chi queste leve le detiene, e chi riveste le relative responsabilità politiche e legislative.
Perché le persone malate che necessitano delle cure palliative possano attraversare il ponte che le conduce dalla vita alla morte nel modo migliore possibile questo ponte ha bisogno di due saldi pilastri: da un lato la salda rete che lega medici di base e medici specialisti, operatori socioassistenziali, personale paramedico e volontari, in uno staff interdisciplinare estremamente preparato, efficiente ed empatico, dall'altro la struttura destinata ad essere l'ultima "casa".
Casa di vita e non di morte, non un ospedale, dunque, ma una struttura familiare, che sia accogliente per i malati ed i loro cari: l'Hospice. A chi dice che già c'è, e si chiama Martinsbrunn, faccio presente che oltre ad essere a Merano, ed a comportare evidenti disagi logistici che ovviamente si aggiungono al vissuto già di per sé pesante della gestione di una malattia terminale, non è un Hospice. Martinsbrunn non ha i tempi, i colori, le luci, gli approcci di un Hospice, ha quelli di un ospedale.
Bolzano è una città di oltre 100.000 abitanti e necessita di un Hospice, sono pochissime le città capoluogo che non lo hanno. Bolzano ha solo 11 posti letto. Le risorse finanziarie possono essere trovate. La nostra Provincia, che è stata all'avanguardia nel rendere le strutture ospedaliere meno fredde nell'accogliere il momento della nascita, sembra arrancare di fronte al tema della morte.
Al Convegno regionale della Società Italiana Cure Palliative c'è stato un'importante dichiarazione pubblica di impegno per la realizzazione dell'Hospice a Bolzano da parte dei competenti amministratori provinciali presenti in sala. Sta a loro, ora, riportarlo ai loro politici, perché questo impegno si traduca in atti concreti che realizzino la struttura, una conquista di civiltà che riporta al centro la dignità della persona nel momento della sua massima fragilità.
* già Assessore alle Politiche Sociali
della Città di Bolzano
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