La pala eolica di Renzo Piano: Aeronautica e Marina Militare la vogliono
(Rovereto 26 ottobre 2011 - Corona Perer) - Alla presentazione c'erano molti uomini in divisa: alta divisa. Un ammiraglio, un generale, esponenti del Ministero. I giornalisti li hanno notati. Marina Militare, Aeronautica, Ministero della Difesa potrebbe infatti essere uno dei primi committenti per le sue caserme.I contatti non sono stati negati dal patron di Metalsistem che ha "covato" nel suo stabilimento la grande idea della coppia Enel-Renzo Piano, realizzandola da un punto di vista pratico.
Se ora la pala eolica può costare come un Suv superaccessoriato (dai 150 ai 180 mila euro), a regime potrà scendere a 20 mila e potrà così rientrare negli accessori di una casa, di un agriturismo, di un condominio che potrebbe avere assicurata una produzione autonoma di 55 kw. Importanti anche i risvolti industriali:la mini pala eolica sarà prodotta a Rovereto. Sono 60 i dipendenti occupati allo scopo: a tempo pieno.
Piccolo è bello e anche intelligente. Il futuro è nel piccolo: le energie devono essere diffuse" afferma Renzo Piano che per 'bello' ha una concezione alta, e lo considera nella sua accezione biblica. "Amo la definizione greca di bello: tov che lo indica come qualcosa di buono. Bello e Buono è un concetto unico". Quello che manca al nostro tempo è il pensiero, ha fatto capire l'Architetto. "Al nostro tempo mancano invenzioni: bisogna inventare nell'eolico, nel solare e nel geotermico. Questo è un apparecchio sensibile che cattura venti debolissimi, ma produce energia".
L'altro problema è che mancano gli strumenti. Una frase detta con i giornalisti fa capire come la pensi sull'Italia di oggi. "Un paese serio ha il compito di dare mezzi". Poi svela alcuni dettagli infrastrutturali del cantiere che lo vede impegnato a Trento per la costruzione del Muse, il nuovo Museo delle Scienze. "Siamo scesi di circa 8-10 metri per catturare con una sonda, senza toccare le falde, il calore della terra. A Trento abbiamo un terreno con una temperatura fissa a 12 gradi e quindi la trasferiamo in superficie per portarla fino a 24 gradi. E questo è il futuro" afferma Piano che insiste su un dettaglio: le energie rinnovabili non sono affatto 'marginali'. "Semmai lo diventano, e queston accade se noi le teniamo marginali alla nostra vita. Sono invece intelligenti ed efficaci".
Circa la mini-pala eolica (molto curiosamente un quotidiano locale l'ha definito un 'mulino a venticello'), Piano ha spiegato la visione che soggiace al progetto. Ovvero: catturare l'aria. "All'inizio non mi sembrava possibile, è qualcosa che si capisce solo dopo qualche tempo. E i risultati si ottengono solo con un lavoro di equipe: non si fanno da soli queste cose".
Dunque un progetto ambizioso, che ha coinvolto 20/30 persone. Ecco la descrizione tecnica fornita dal suo inventore.
"La pala è un prototipo di 20 metri di altezza, con due ali di libellula da 8 metri che sviluppano un diametro di 16 metri quando azionate, pesa 60 kg, ha una potenza di circa 55KW e cattura venti debolissimi di 2 metri al secondo cioè meno di 4 nodi. La pala piccola ha meno impatto ambientale e quindi la rende adatta ad un territorio sensibile e vulnerabile come il nostro" dice Piano che puntualizza un dato ambientale: sono rarissime le situazioni in cui ci si possa insediare senza deturpare.
La navicella? "Pesa come un Suv, costa un po' di più di un Suv ma produce energia, mentre il Suv la consuma. Il palo ha 35 cm di diametro e quindi a distanza sparisce completamente. La navicella è un'ogiva molto leggera con due generatori da 25 Kw. Il primo si aziona con venti da 2 a 7 metri/secondo (cioè attorno ai 2/3 nodi), il secondo con venti da 7 metri/secondo fino a 20 metri/secondo (pari a circa 40 nodi) quando si ferma per motivi di sicurezza con le pale in posizione verticale in modo che non si notino e si confondano con la struttura portante. Il rotore posto nella coda è il vero motore di tutto perchè si aziona addirittura con venti ad 1 metro al secondo (...l'aria di cui parla Starace) dando l'energia iniziale".
Dunque un apparecchio di nuova generazione che sfrutta i venti più bassi. La leggerezza è la sua dote essenziale. "Il suo destino è restituire e mettere in rete l'energia che ha catturato. Quindi una macchina piccola e utile, non un'operazione cosmetica per far digerire le pale a chi le detesta: se solo un po' dei nostri sforzi andassero a queste cose, allora il miracolo avviene" conclude Piano.
Al proposito basti un dato: nel nostro paese a fine 2010 si contavano 54 installazioni che producono un totale di 2 mega watt. Nello stesso periodo nel mercato inglese se ne contavano 17.000 per 43 mega watt. Negli Usa si contava già nel 2009 una produzione installata di 100 mega watt ma si stima un potenziale pari a 113 giga watt (se ciascuna dei 15 milioni di case installasse un impianto da 7,5 chilowatt). Dunque un mercato che darà solo soddisfazioni.
> L'eolico firmato Renzo Piano