Un arazzo per dire i diritti umani calpestati e pensare ai tanti lavoratori morti con un'opera dell'artista veneta Agostina Zwilling

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Agostina Dalla Mora Zwilling "Operaio Muore" - tecnica mista,
tessitura a telaio di parole e pietre, 2005 (particolare).
Sotto: l'artista Agostina Dalla Mora Zwilling

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1 maggio:festa del lavoro (se c'è)

Retorica? Niente affatto. Nell'Italia della disoccupazione (i dati di questi mesi parlano di un 30% solo per quella giovanile) si continua a morire di lavoro.

Così come avevamo fatto lo scorso anno il nostro pensiero va a quelle madri, a quelle donne a quei figli che trascorrono la festività senza un marito, un padre, un figlio, una figlia. Famiglie straziate dal dolore per un famigliare morto per essere andato al lavoro nell'Italia del precariato e della insicurezza fatta a sistema. 

In questi giorni se ne riparlerà ma intanto nei cantieri le norme continuano ad essere sottovalutate.
A commentare questa vergogna abbiamo scelto questa opera di Agostina Dalla Mora Zwilling che ce la invia dal suo atelier veronese di design- textile/arts-felting. Si tratta di un arazzo con tecnica mista, tessitura a telaio di parole e pietre che si intitola "Operaio muore".

L'opera dice la realtà e quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza sociale.
Deteniamo il primato delle morti sulla strada e delle morti sul lavoro: siamo il paese più pericoloso.

Stando alle cifre una grande e infinita guerra, frutto davvero del caso o di tragiche fatalità? O piuttosto non si tratta della conseguenza di una cultura economica e organizzativa" che non ritiene ragionevole una spesa per la sicurezza volta a evitare anche il minimo rischio di incidenti?
(25 aprile 2012)







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