Ma non sarebbe il caso di mettere dei tetti ai monte premi? O comunque di vincolarne una parte ai progetti sociali?

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Ritratto di Carla Manincor

Italia terra degli Enalotti

di Isabella Bossi Fedrigotti
giornalista e scrittrice

La corsa all'Enalotto non è mai finita. Virginio Salmoiraghi, settantenne di San Vittore Olona, aveva vinto sette anni fa ventidue (22!) milioni di euro al superenalotto  oggi confessa che quella vincita gli ha rovinato la vita perché da allora non ha più avuto pace da postulanti e invidiosi che lo hanno peso di mira con continui furti e incendi.
E la sua storia è solo una delle tante - tutte assai simili ma, a volte, anche più tragiche - capitate agli sfortunati vincitori di lotterie miliardarie.
Non sarebbe, allora, il caso di porre infine un tetto ragionevole - sopportabile- a queste insensate vincite individuali, destinando obbligatoriamente quanto lo supera a qualche tipo di beneficenza?

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