Nedko Solakov, benvenuti nella fiaba
di Corona Perer
Trento 8 ottobre 2011 - La location del suo progetto per Documenta (13) sarà il museo dei fratelli Grimm. Ma intanto Nedko Solakov ha messo ordine (o tentato di farlo) tra le sue carte d'artista che portano dritto dentro la fiaba come genere narrativo.
La mostra allestita alla Fondazione Galleria Civica di Trento a cura di Andrea Viliani, che del team curatoriale della prossima Documenta fa parte, è un piccolo gioiello "documentale" tra le tante storie che l'artista bulgaro ha narrato nel corso dei suoi 30 anni d'arte.
Affascinato sin da bambino dalla favola (e dai suoi orrori), Nedko Solakov si diverte a depistare, deviare, invertire, sovvertire. E' come se egli costringesse chi guarda ad arrivare al punto (da lui voluto) dove un click rilancia le storie o le capovolge, mutandole o stravolgendole. Diventa perciò possibile - nel suo mondo - che Hansel e Gretel, una volta messa nel forno la vecchia cattiva, rinchiudano all'ospedale psichiatrico i genitori che li hanno abbandonati nel bosco e che la vera storia del "...E VISSERO FELICI E CONTENTI..." sia in realtà una storia di noia mortale.
Della fiaba si dice da sempre affascinato perchè probabilmente da che esistiamo siamo alla ricerca di trovare qualcosa che ci cambi la vita. Lo racconta anche nell'interessante dialogo con Carolyn Christov Bakargiev direttore artistico di Documenta 13, pubblicato nel corposo catalogo (il primo retrospettivo a lui dedicato) pubblicato da Hatje Cantz con le quattro istituzioni che hanno prodotto la mostra: con Fondazione Galleria Civica Trento c'è Ikon Gallery di Birmingham, Smak di Ghent e Museo Serralves di Porto.
Ma questa è la prima e più ampia retrospettiva che viene allestita in Italia. Il prodotto finale rappresenta un unicum perchè Nedko Solakov guida e commenta le opere sul muro, di suo pugno, con commenti conditi di vivacissima autoironia.
"All in (my) order, with Exceptions" documenta sì l'intenzione dell'artista di fare ordine, ma anche le molte eccezioni a qualcosa che alla fine è impossibile da fare nel suo mondo. Per nostra fortuna l'esito non è perciò quello voluto originariamente dall'artista perchè di fatto si entra in un magico mondo dove è appunto la favola "sovvertita" il leit-motiv di una mostra che si muove continuamente tra realtà e immaginazione e ci restituisce un Solakov straordinario soprattutto come pittore e disegnatore.
Le installazioni, non meno geniali, completano la visione estetica "in progress" dell'artista, ma si capisce che Nedko, classe 1957, è stato grande da subito. Come ha giustamente architettato il curatore Andrea Viliani, la mostra si gusta a ritroso, partendo dal passato e quindi dai sotterranei dello spazio di Trento per salire alla luce dei tempi contemporanei. E l'incipit è proprio a base di pittura-pittura.
Confida l'artista che i suoi colleghi più affermati all'inizio gli fecero notare che i suoi quadri arricchiti dai testi non erano pittura ma letteratura. "Devi fare pittura per il gusto della pittura, mi dicevano. Mi preoccupavo e pensavo: perchè lo faccio? Ma continuano e poi il testo ha cominciato a far parte dell'opera" racconta Nedko Solakov la cui arte è narrazione. Quando gli chiesero cosa avrebbe fatto se una delle sue opere fosse risultata un fiasco, lui rispose con geniale tocco di humour "....scriverei accanto le parole 'un errore' e l'opera sarebbe completa".
Diverte nel suo cammino trentino (ognuna delle quattro mostre di questa produzione ha percorsi diversi e autonomi) mostrandosi come un fiocco di neve capovolto, o immaginando l'omino che cammina nella neve malgrado un punto lo segua e quel punto è la morte ovvero l'ineluttabilità.
Le 31 opere scelte da Viliani, con Giulia Corradi assistente curatore, oltre a stupire e divertire, introducono in una stanza creativa simile ad un vulcano che erutta disegni, acquerelli su carta, dipinti su tela, testi e mosaici (a Trento si vede un'opera inedita che completa un'incompiuta e che prende corpo tra la materialità del mosaico e l'immaterialità della luce) fotografie, video, installazioni.
Bella mostra, assolutamente da vedere.
> A Trento fino al 5 febbraio 2012 / Fondazione Galleria Civica di Trento