Sergio Rizzo e la cancrena italiana
di CORONA PERER
1 luglio 2011 - Ce lo aveva detto un anno fa in una intervista telefonica da Sabaudia: denunciare la casta non è servito assolutamente a nulla e tra i primi a parlare di ‘casta' - insieme al collega Gianantonio Stella - aveva poi pubblicato "La Cricca (ed. Rizzoli). L'etichetta mediatica che indica affaristi e boiardi di stato versione 2010 indicava quei professionisti della politica, magistrati ed alti funzionari concentrati sull'Eldorado italiano: appalti pubblici e privilegi, in un paese avvilito, piegato e impotente.
L'analisi del caporedattore economia del Corriere della Sera arrivava ad un'amara constatazione: nel conflitto d'interessi navigano in molti non solo il Cavaliere. Il sistema italiano è praticamente basato sul conflitto d'interessi e sulla certezza dell'impunità. I potenti di turno approfittano del loro ruolo per perseguire il proprio interesse, quasi sempre a scapito di quello pubblico e il conflitto d'interessi fiorisce ovunque. "Non averne uno, anche piccolo, significa essere destinati a non fare carriera" afferma Rizzo che non risparmia critiche anche alla categoria dei giornalisti.
E' di oggi la notizia di due elicotteri stratosferici nelle disponibilità del Premier e l'altro stupefacente dato: siamo l'unico e il primo paese al mondo ad avere una flotta area blu di spoporzionate proporzioni per premier, ministri, sottosegretari e sotto....segretarie.
Ecco il nostro dialogo del 10 agosto 2010. Domanda: è cambiato qualcosa? Giudicate voi.
Rizzo, altro che casta: siamo peggiorati...
Certo, con l'aggravante che non è cambiato nulla. Passata la piena delle prime denuncie tutto è tornato come prima. Sarebbe bastato fare poche cose: stabilire delle regole deontologiche ed etiche, che un parlamentare faccia solo quello ad esempio, come accade in America. Ma noi esaltiamo gli Stati Uniti, senza imparare nulla dalle grandi democrazie.
Lei scrive: il conflitto d'interesse è ormai sistema. Come è potuto accadere?
Lasciando le cose come stanno. Il conflitto d'interessi non è solo Silvio Berlusconi, il suo strapotere televisivo, le leggi ad personam. Lui è solo l'ultimo erede di un sistema consolidato, che coinvolge politici, manager, sportivi, giornalisti.
Tra due mali che chiedono cure immediate, conflitto d'interessi e legge elettorale, quale è il più urgente?
Sono due problemi distinti che si congiungono perchè in effetti è la legge elettorale che poi permette il conflitto di interesse. Ma mentre le legge elettorale si può cambiare in dieci minuti, il conflitto di interessi chiede molto di più perché è penetrato in profondità nella cultura e rimuoverlo è più difficile. Per ragioni di facilità direi che è più urgente la legge elettorale.
La realtà di questo paese quale è?
Quella di una nazione con una classe politica che non funziona, il cui livello è fortemente scaduto. Nel 1948 c'erano più parlamentari (che guadagnavano molto meno), e pur senza alta scolarizzazione alla politica arrivavano i più bravi, i migliori, i primi della classe. Ora che il paese ha la scuola per tutti alla politica arrivano i ripetenti quando non i somari e la classe politica è peggiorata. La politica ieri era nobile passione, oggi è mestiere e affari.
Esiste ancora un'Italia a due velocità o siamo... Meridione d'Europa?
Il disastro del Mezzogiorno non è responsabilità dei meridionali che semmai ne subiscono i danni, ma il prodotto di classi dirigenti indecenti. Ho appena scritto della Calabria dove dei commissari di un'azienda sanitaria, amministrata da corrotti, affermano che in realtà il problema mafioso ‘è marginale' rispetto ai problemi di quella Asl. Non è solo sottovalutare il problema, ma non vedere le origini del problema! Però anche i giornali locali dovrebbe chiedersi come raccontano certe cose...
Roberto Saviano in un monologo televisivo disse che sono proprio i giornali di provincia a omettere e favorire la cultura mafiosa, con titoli concilianti...Lei che pensa?
E' vero. Ammetto che lavorare a livello locale non deve essere facile. Molto più comodo farlo da un grande giornale dove semmai ti arriva una lettera seccata. In provincia può arrivare l'avvertimento, ma conosco tanti bravissimi giornalisti che hanno siti internet locali e si espongono a rischi con grande coraggio. E qui qualcosina sull'Ordine andrebbe detto...
E cioè?
Penso che tutto il sistema dovrebbe farsi carico della questione morale. Io ho qualche fondato dubbio che l'Ordine dei Giornalisti possa svolgere il suo lavoro di controllo come dovrebbe, se non sanziona dove dovrebbe. Se questo e' l'Ordine dei Giornalisti meglio chiuderlo.
Che risultati hanno avuto le beghe politiche degli ultimi mesi?
La questione Fini-Berlusconi si concentra su logiche di potere. Berlusconi vuole vincere: ok, ma mi chiedo chi stia pensando nel frattempo a questo paese: il nostro sistema politico fa tutto, meno che pensare al paese.
Rizzo, come usciremo da questa crisi?
Come se ne esce proprio non lo so, non tocca a me dirlo, ma vedo che in giro non c'è tanta gente disposta al colpo di reni. Ci vorrebbe uno sforzo collettivo
Domanda: quale oscuro mistero consente all'Italia di andare ancora avanti?
L'Italia è un grande paese e va avanti perché c'è gente che lavora e si alza alle 5 del mattino nonostante tutto, prende trasporti che non funziona e va avanti. Sembra che il paese reale si scontri ogni giorno con l'altro paese, quello della burocrazia, che lo ostacola in ogni modo e fa di tutto per sopravvivere a spese del paese reale. E i pur lodevoli sforzi, non riescono a far giustizia di un sistema fortemente iniquo.
Ma questo dilagare del malaffare dice qualcosa anche dell'italiano medio?
Io non dico che sia colpa degli italiani. Tocca alla classe dirigente cambiare le cose. Se l'italiano si arrangia e vive nel conflitto d'interessi non è per via di un suo dna, ma di un habitat dove non sono masi state fatte le regole dal 1861 in avanti. Nel medioevo fummo i primi a inventare regole contro il conflitto d'interessi.Ora regna la sfiducia e il distacco dal paese reale, che è certamente migliore di chi lo governa, si è accentuato.
Quindi all'anniversario per l'unità di Italia arriveremo assolutamente impreparati...
Perlomeno distratti. Con ammirazione guardiamo le parate americane del 4 luglio che celebrano la nascita degli Stati Uniti, sappiamo che il 14 luglio 1789 è la presa della Bastiglia ma pochi sapevano il giorno in cui è nata l'Italia: 17 marzo 1861. Perché non ci è mai stato insegnato.