Michele Toffalori, alias China di Keme
di Corona Perer
(13 settembre 2010) - Lo abbiamo individuato grazie ad un tam-tam di Internet. Si chiama "China di Keme" l'artista che ha realizzato l'opera da noi individuata e recensita nei giorni scorsi. Nasce e vive a Rovereto (TN), preferisce non svelare il suo vero nome. Diremo le iniziali: MT.
Nella vita fa il tecnico libero professionista, nel settore edile. Nel 1998, all'età di vent'anni, scopre che i rapidograf da disegno tecnico, utilizzati durante le scuole superiori, nascondono mondi parallelli. Dice di se stesso: "risulta disperso dal 2006, ma pubblica a scadenze settimanali sul suo blog, di tanto in tanto sui muri". Noi lo abbiamo intercettato via mail e lo abbiamo intervistato e così abbiamo anche scoperto che la nostra è la prima recensione del suo lavoro.
Ne siamo orgogliosi e contenti. Ecco le nostre domande basate su curiosità basilari che sono magari anche le vostre. Ed ecco le sue risposte, curiose e intriganti come il suo lavoro. A part ire dal titolo dell'opera che è "Intimità" ovvero proprio quanto avevamo colto dal singolare assembramento di corpi nudi.
Anzitutto l'origine di questo nome d'arte:China di Keme. Da dove viene?
In principio China di Keme era solo il nome del blog sul quale pubblicavo le mie illustrazioni.
Keme è personaggio immaginario, diciamo un alter-ego disegnato, e gran parte delle illustrazioni che realizzavo e che tutt'ora realizzo riguardano il suo mondo. In seguito ho deciso di tenerlo come "marchio" anche per tutti gli altri lavori.
Come si definirebbe scegliendo quattro aggettivi?
Direi determinato (nel realizzare quello che ho in testa), testardo (nel volerlo realizzare nonostante evidenti impedimenti pratici e di tempo), istintivo e (talvolta) ingenuo.
E se si trattasse di 'dirsi' in una frase compiuta di autopresentazione?
Omissis
Questo agire anonimo e quasi clandestino-metropolitano fa parte di una scelta arstica?
Non credo di avere una linea artistica stabilita, le installazioni murali le ho dovute fare necessariamente di nascosto, lavorando alla luce del sole sarebbero riuscite meglio.
Che tipo di fruizione artistica inaugura questa scelta di agire su un muro: la casualità dell'arte o la possibilita' che chi guarda agisca? O è una sfida agli agenti naturali?
Voglia di sperimentare credo, prima dei murales con le textures non avevo mai fatto niente che potesse definirsi street-art. L'utilizzo dei muri mi ha attirato per la possibilità di lavorare con dimensioni più gradi e di maggiore impatto visivo, inoltre mi piaceva l'idea che le installazioni si deteriorasse nel tempo fino a sparire.
Come-dove si è formato?
Sono un autodidatta, disegno e sbaglio molto.
Essere recensito senza saperlo che effetto le ha fatto?
Non pensavo che anche le installazioni clandestine venissero recensite, quando/se realizzerò la prossima mi sentirò sotto pressione.
E' la prima recensione?
Scritta si, ma un paio di giorni dopo aver realizzato "Intimità", che è il vero titolo di questo lavoro, qualcuno aveva già provato a portarsene a casa dei pezzi. Vale come recensione?
Forse come souvenir...Ma cosa vuol dire con i bagnanti di Texture no Texture?
Le "Texture no Texture" sono serie di riquadri interscambiabili per la creazione di superfici senza alcun schema di ripetitività. In pratica ogni serie è composta da 9 riquadri diversi coincidenti sui quattro lati che permettono un numero di combinazioni tale da rendere impossibile isolare uno schema di ripetizione.
"Intimità" è una di queste serie e con lo stesso principio è stata realizzata. Il risultato è che queste persone nude ammassate su di un'isola sospesa sembrano soffrire terribilmente di solitudine. Penso che ognuno possa poi vederci quello che vuole. E lei mi pare ci ha visto dentro.
Cosa sogna un giovane artista quasi clandestino come lei?
Avere più tempo libero e riuscire a non provare imbarazzo quando mi chiamano artista.
Nel suo sito afferma che la perplessità à un lusso. Perchè?
No...quella non è una mia frase, ho solo fatto un disegno per una linea di borse autoprodotta da un'amica che porta quel nome (e lei stessa ha letto una frase scritta su un muro di Rovereto anni fa)
Cosa vorrebbe dire tra ciò che non le ho chiesto?
Niente altro, basta così.