Ora guida il Monte dei Paschi di Siena. Tempo fa il Profumo post-Unicredit faceva il conferenziere e all'Università di Trento gli studenti tennero la mente... accesa

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Alessandro Profumo,pecunia non olet

10 maggio 2012 - Alessandro Profumo neo eletto presidente del Monte dei Paschi di Siena non smette di essere nell'occhio del ciclone. Super-profumata fu anche la sua liquidazione da Unicredit che ancora grida allo scandalo.

E' tornato ma anzichè i saluti per il suo debutto da Presidente (domanda: ce n'era bisogno tra tanti manager disoccupati che hanno perso il posto a cuasa della crisi?) sono arrivate le Fiamme Gialle che indagano sull'acquisizione di Antoveneta da parte della storica banca senese che Profumo riceve con 4 miliardi di disavanzo.

"Un disoccupato di lusso" lo aveva definito il giornale "Il fatto Quotidiano". Lui un anno fa disse di essere scomodo e di non far parte del sistema. Insomma un incompreso che ottenne 40 milioni di euro di profumata liquidazione. Ora un'inchiesta lo travolge per truffa. Una colossale truffa nella quale è coinvolta Unicredit.

Ma torniamo indietro. "Mi considero un buon banchiere, non faccio politica e faccio solo gli interessi della mia banca" dichiarò  Alessandro Profumo, top manager di Unicredit ad un passo da dimissioni forzose dopo essere stato al comando di una 'barca' che fa molti meno utili del passato, malgrado sia diventata un colosso in 26 paesi a capitale "anche" libico.

Un anno fa ci si divise: paladino dell'autonomia della banca? "No, ultimo dei caimani", replicarono altri. Lui ora gira le università e insegna. Lo scorso 20 settembre 2011 il top-manager ha incontrato gli studenti delle lauree magistrali della Facoltà di Economia di Trento.

Alla vigilia ci eravamo chiesti: ci sarà qualcuno che gli chiederà come ha speso i suoi 40 milioni? Come li ha investiti? Quanto contributo di solidarietà pagherà? E magari cosa pensa dei privilegi? Delle caste? O magari se ha fatto qualcosa per la fame nel mondo...usando magari solo qualche spicciolo dlla sua liquidazione.

Sì, qualcuno c'è stato. Alessandro Profumo dopo aver illustrato agli studenti come sta evolvendo il mondo del lavoro alla luce dei profondi cambiamenti a cui si sta assistendo nell'economia e negli assetti socio-politici mondiali è stato raggiunto dalla fatidica domanda nell'imbarazzo generale.  Gli studenti per la cronaca lo avevano atteso con uno striscione dove si leggeva "I banchieri ci spiegano la crisi? C'è profumo di truffa".

Avevamo fatto bene a confidare nell'intelligenza dei giovani e nella loro vivacità. L'appuntamento introdotto da Michele Andreaus, direttore del Dipartimento d'Informatica e Studi Aziendali e responsabile della laurea magistrale in Management non ha deluso le aspettative.

Hanno invece deluso le cronache che lo hanno presentato come il possibile papa straniero che il Pd attende per il dopo-Berlusconi. Il quotidiano "Il Trentino" che lo ha intervistato gli ha chiesto
: ora che gira l'Italia e incontra tanta gente, moltissimi giovani, che Italia vede?

E lui ha risposto: "Vedo ragazzi che mi chiedono: che fate, ci lasciate col sedere per terra? Intercetto molta preoccupazione. Che non è solo del tipo: mi basteranno i soldi? ma riguarda la vita, le aspettative, il lavoro, le opportunità di realizzazione. Ecco, c'è voglia di pensare al futuro. Tutti si aspettino che la politica ci pensi ma scoprono che non lo fa. Chiedono programmi, chiedono serietà".

Già: chiedono serietà. E coerenza.
E magari anche un pizzico di etica.

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