Il pensiero di Panikkar 4)

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Un giovane Raimon Panikkar

L'incontro come fecondazione

La novità introdotta dal pensiero di Panikkar è che egli porta al cuore del vero dialogo. A ciò vi arrivò osservando attentamente a quel che accade nell'incontro. In genere scatta sempre una doppia reazione: ciascuno suscita nell'altro una nuova presa di coscienza di se stesso. E' il dialogo dialogale cioè la scoperta dell'altro come di un essere che parla e agisce. Quando si studiano le dottrine delle diverse religioni, questo è dialogo inter-religioso. Più raramente il dialogo si svolge all'interno della persona stessa: è il dialogo intra-religioso, che è poi un itinerario religioso. Secondo il grande filosofo esso non fa rumore e si svolge nell'intimo della persona, è aperto alle religioni degli altri, specialmente del vicino. Non si resta centrati sul proprio ‘io' e ci si apre alla vera comunicazione umana. Non è né un monologo né un soliloquio con Dio, nemmeno una meditazione, né lo studio di una concezione differente suscitata da curiosità e simpatia. Si supera l'atteggiamento della proprietà privata e ci si assimila. E' un atto quasi eucaristico, diceva Panikkar: come si divenisse sostanza dell'altro. Ci si può chiedere: ma se la sorgente della verità è in Dio, cioè una realtà trascendente, perché cercarla negli uomini? E poi: il dialogo intrareligioso non potrebbe essere un ecclettismo o un sincretismo che tradisce la mia mancanza di fede o la mia superficialità?

Panikkar ribatteva che il dialogo intrareligioso appartiene alla costituzione stessa dell'uomo. Il quale va inteso come un nodo di relazioni, non un atomo. L'uomo è costitutivamente aperto, conosce. E' poi un dialogo fedele al comando evangelico "ama il prossimo tuo come te stesso" che contribuisce alla realizzazione personale. "Quando io avrò scoperto l'ateo in me, come l'indù e il cristiano, quando considererò il mio fratello come un altro me stesso e quando l'altro non si sentirà alienato da me, allora ci avvicineremo al Regno". Celebre la frase di Panikkar il quale per parlare del proprio pellegrinaggio spirituale disse: "Sono partito cristiano, mi sono scoperto indù e ritorno buddista senza aver mai cessato di essere cristiano"

 

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