La Domus Technica premiata da Renzo Piano
di Corona Perer
(Genova-Reggio Emilia 3 agosto 2011) - Un corpo appoggiato su uno "zoccolo" pesante che radica l'edificio al terreno, un volume traslucido compatto per il territorio è a vocazione industriale ma vuole evocare il suo ruolo di "luogo tecnico", spazio di lavoro e ricerca capace di ospitare un ricco e sperimentale calendario d'uso. Che la sera, grazie ad un sistema di illuminazione che si carica della produzione elettrica diurna tramite pannelli fotovoltaici, l’edificio si trasforma in un corpo di luce.
E' la Domus techinica, un “laboratorio aperto”, spazio di lavoro e accoglienza, realizzato da studio IOTTI + PAVARANI ARCHITETTI. Una macchina sofisticata e flessibile, capace di funzionare alternativamente con tecnologie diverse, di essere autosufficiente che la RENZO PIANO FOUNDATION di Genova ha selezionato come opera vincitrice della prima edizione del Premio riservato agli architetti italiani under 40 anni.
L’edificio produce infatti interamente l’energia necessaria al proprio fabbisogno attraverso il funzionamento delle tecnologie esposte, contribuendo anche ad erogare l’energia in eccesso all’edificio per uffici esistente. L’aspetto della sostenibilità si configura così come un punto cardine del progetto, che informa direttamente ogni scelta e che si pone in continuità con l’attenzione e la sensibilità dell’azienda (già evidente nella continua evoluzione tecnica dei prodotti core business, quanto nell’apertura della ricerca e della produzione anche verso nuove tecnologie alternative).
"Il volume è stato ordinato in piani sfalsati e articolato da aperture misurate in relazione all’organizzazione spaziale interna e alle visuali, mentre il rivestimento in lastre di U-glass reagisce in modo sempre diverso alle condizioni di luce e atmosferiche, acquisendo di volta in volta – a seconda delle ore del giorno e dello scorrere delle stagioni – un carattere diafano e inconsistente o viceversa solido e materico" spiegano gli architetti dal loro sito.
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