Il monaco parla dal deserto siriano di Deir Mar Musa

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Paolo Dall'Oglio, monaco del terzo millennio

"...Vorrei ancora servire questa società che amo e a qualunque prezzo. Dichiaro il mio rifiuto di principio della violenza tanto intellettuale che fisica e chiedo a Dio, l'Amante degli uomini, di concedere alla Siria quel successo che la renda un esempio da imitare di generazione in generazione..."

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"...Prego con tutto il cuore, che il Signor Presidente
possa vedere, lui, la sua famiglia e i suoi consiglieri,
quest'occasione come storica perché la Siria
possa fare un salto di qualità nel senso
d'un futuro più giusto..."

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Paolo Dall'Oglio "La mia Siria"

Nebec-Trento, 14 maggio 2012 - "Officina Medio Oriente" edizione 2012, promossa dalla Provincia Autonoma di Trento si è aperta con una voce da Nebec nel deserto siriano- da dove è intervenuto in collegamento telefonico padre Paolo dall'Oglio, priore del monastero di Mar Mousa, realtà dalla quale è sempre venuto un forte contributo al dialogo fra cristiani (circa l'8% della popolazione in Siria) e musulmani, e che ha ospitato gruppi di giovani trentini.

"Nebec è una città di 50.000 abitanti dove sono arrivati negli ultimi tempi circa 40.000 profughi" ha detto il monaco italiano. "Abbiamo bisogno di iniziative come la vostra, iniziative popolari, che scaturiscono dall'impegno della società civile, altrimenti la sola iniziativa dell'Onu non può riuscire, e prevarranno altre logiche. Siamo stati shockati dall'attentato, opaco e criminale, di giovedì scorso. Dobbiamo dare una risposta a tutto questo a livello di società civile globale, come state facendo voi. Io mi sento un po' adottato dalle valli trentine, perché trovo che i valori della vostra gente possono aiutare davvero a trovare soluzioni giuste, equilibrate, durature."

Solo pochi mesi fa il monaco aveva lanciato un appello. "In Siria la democrazia è possibile ma la riforma sarà impossibile se non sono assicurate intiere le libertà di espressione e se non si rinuncerà a ogni attentato alla dignità umana e a ogni sopruso nei confronti dei diritti dell'uomo. Infatti la lacerazione tra le diverse componenti nazionali si va approfondendo e si allontanano pace e armonia" aveva detto in un documento dove aveva teorizzato la democrazia consensuale.

Chi condurrà il Paese verso la salvezza?  "Si è molto parlato di complotti contro la nazione e questi sono naturalmente sempre presenti - dichiara il monaco - tuttavia è meglio impiegare tutte le buona volontà e le rette intenzioni disponibili localmente e universalmente per trovare la migliore soluzione che non potrà essere che consensuale" e aveva concluso la sua ipotesi con la visione di un uomo di fede.

"Come membro della Chiesa cattolica prego con tutto il cuore, che il Signor Presidente possa vedere, lui, la sua famiglia e i suoi consiglieri, quest'occasione come storica perché la Siria possa fare un salto di qualità nel senso d'un futuro più giusto" afferma Dall'Oglio.

"L'amore per la patria implica la disponibilità al più grande sacrificio. Non vi è dubbio che questa mutazione democratica richieda tale sacrificio più radicale, assieme a grande coraggio e generosità. Dichiaro il mio rifiuto di principio della violenza tanto intellettuale che fisica e chiedo a Dio, l'Amante degli uomini, di concedere alla Siria quel successo che la renda un esempio da imitare di generazione in generazione".

 

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