Giorgio Coricelli spiega le scelte di vita: la materia grigia e le scelte cruciali della nostra esistenza, soprattutto in campo economico

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Cervello- tra- passione- e- ragione

(Rovereto, agosto 2009) - Le nostre scelte sono frutto di una negoziazione tra passione e ragione, ovvero tra due aree cerebrali diverse. Bene, cosa succede nel nostro cervello mentre prendiamo una decisione in un contesto di rischio? E come reagisce alle conseguenze negative delle nostre azioni? Per esempio ad un investimento sbagliato?

E' la neuroeconomia ad indagare le basi neurali delle nostre scelte in situazioni di rischio e di incertezza e analizzare le strategie, sia individuali che sociali, che adottiamo di volta in volta. E' un settore della ricerca dal forte carattere interdisciplinare, al centro di un interesse sempre maggiore in seguito alla crisi e ai disastri finanziari degli ultimi mesi.

La neuroeconomia, combinando economia, neuropsicologia, neurofisiologia e tecniche di neuroimmagine, costituisce un nuovo approccio alla scienza economica e descrive un essere umano che, da agente razionale che si muove e decide sulla base di calcoli probabilistici, si comporterebbe invece sotto l'importante influenza di fattori psicologici. Già sappiamo che le emozioni influenzano le nostre azioni future, ma quale ruolo ha nel processo decisionale la percezione del rischio? E la paura del rimpianto, quell'emozione complessa che nasce d'innanzi alle conseguenze fallimentari delle nostre scelte?

A spiegare che cosa la neuroeconomia ci può insegnare sulle fondamenta cognitive ed emozionali del decision making economico e quali similitudini esistono tra il gioco in borsa e quello d'azzardo, è stato Giorgio Coricelli, economista passato alla neuroeconomia (ha lavorato all'Università dell'Arizona con Vernon Smith, nobel 2002 per l' economia). Nel corso di un aperitivo neuroscientifico, organizzato nel marzo scorso dal centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'Università di Trento a Rovereto, Coricelli aveva spiegato che ruolo ha il rimpianto nelle nostre scelte. Ricercatore del Centre national de la recherche scientifique CNRS all'Istituto di scienze cognitive di Lione e dal 2008,  è anche docente al Centro Interdipartimentale Mente Cervello dell'Università degli Studi di Trento. Abbiamo approfondito con lui alcuni temi legati alla neuroeconomia, dal rimpianto alla virtù...dell'umiltà.

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